L’8 marzo non è solo una ricorrenza, ma un campo di battaglia per il diritto alla salute e all’autonomia. Anche quest’anno, dal 6 all’8 marzo, le piazze italiane si colorano di gardenie e ortensie con il ritorno di Gardensia, la storica campagna di raccolta fondi e informazione promossa dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla). Con oltre 5.000 punti di distribuzione e il coinvolgimento di 14.000 volontari, l’iniziativa si conferma un pilastro della solidarietà nazionale, operando sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
La scelta del fiore non è casuale: la sclerosi multipla è una malattia che declina prepotentemente al femminile, colpendo le donne con una frequenza doppia rispetto agli uomini. In Italia, sono oltre 144.000 le persone che convivono con questa patologia neurologica cronica e imprevedibile, spesso diagnosticata tra i 20 e i 40 anni, proprio quando i progetti di vita e di carriera sono in piena fioritura.
La sclerosi multipla: una sfida di genere e diritti
Per una donna, ricevere una diagnosi di sclerosi multipla significa affrontare un carico di complessità che va oltre i sintomi clinici. Alla gestione della malattia si sommano spesso stereotipi di genere e discriminazioni. AISM segnala come le donne con disabilità siano purtroppo più esposte a forme di violenza, un fenomeno che l’associazione combatte attivamente con progetti come #Cambiailfinale! e i laboratori di empowerment LED.
Gardensia trasforma l’acquisto di una pianta in un atto politico e sociale: rivendicare il diritto a una vita piena, alla partecipazione sociale e alla libertà di movimento.
Dove va la ricerca: dal numero solidale al NeuroBrite
La solidarietà di Gardensia ha obiettivi scientifici precisi. Oltre a sostenere i servizi socio-sanitari sul territorio, i fondi raccolti quest’anno puntano all’eccellenza tecnologica. Attraverso il numero solidale 45512, attivo in questi giorni, sarà possibile finanziare il NeuroBrite Research Center, un centro di eccellenza dedicato alla neuroriabilitazione.
Obiettivi del finanziamento 2026:
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Laboratori d’avanguardia: Creazione di spazi per lo studio della plasticità neuronale.
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Tecnologia assistiva: Sviluppo di nuovi dispositivi per la riabilitazione motoria e cognitiva.
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Linee guida: Validazione di protocolli clinici per migliorare la gestione della cronicità.
I volti della campagna: Francini e Ferrari al fianco di AISM
Anche per l’edizione 2026, la campagna può contare su testimonial d’eccezione. L’attrice e scrittrice Chiara Francini presta il suo volto all’iniziativa, rinnovando un impegno che dura da anni. Accanto a lei, la madrina storica Antonella Ferrari, attrice che convive con la sclerosi multipla, trasforma quotidianamente la sua esperienza personale in un messaggio di speranza e di lotta per i diritti.
Come partecipare e donare
Partecipare a Gardensia è semplice e offre diverse modalità per far sentire la propria vicinanza:
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In piazza: Cercando i volontari AISM nelle principali piazze italiane dal 6 all’8 marzo.
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Prenotazione: Contattando la sezione provinciale AISM della propria città tramite il sito ufficiale aism.it/gardensia.
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SMS e Chiamate: Donando al numero 45512.
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2 euro via SMS da cellulare.
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5 o 10 euro con chiamata da rete fissa.
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Un impegno collettivo: trasporti e aeroporti per il sociale
A sostenere Gardensia 2026 ci sono anche importanti partner logistici e infrastrutturali. Aeroporti 2030 (che include gli scali di Roma, Venezia, Puglia e altri) e Uber hanno aderito per promuovere il diritto alla mobilità, un tema fondamentale per chi vive una condizione di disabilità e non vuole rinunciare alla propria indipendenza professionale e personale.
“Gardensia è partecipazione collettiva a un impegno quotidiano,” ricorda Francesco Vacca, Presidente Nazionale di AISM. Scegliere una gardenia o un’ortensia significa piantare un seme per un futuro in cui la sclerosi multipla non sia più un ostacolo insormontabile, ma una condizione gestibile grazie a una ricerca che non si ferma mai.





