Il percorso della nascita in Italia cambia volto. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha presentato l’ultimo aggiornamento delle linee guida sulla “Gravidanza fisiologica”, un documento atteso che punta a fare ordine in un settore dove, troppo spesso, l’eccesso di esami ha preso il sopravvento sulla reale necessità clinica.
La filosofia del nuovo protocollo è chiara: la tecnologia deve essere uno strumento di precisione, non un automatismo. Mentre in Italia si eseguono mediamente 6 ecografie per gravidanza (ben oltre gli standard internazionali), l’ISS interviene per ridefinire cosa sia realmente appropriato, garantendo equità di accesso e sostenibilità per il Servizio Sanitario Nazionale.
Le novità del primo trimestre: diagnosi precoce per tutti
La vera svolta riguarda le prime dodici settimane. Se in passato l’attenzione era focalizzata soprattutto sulla datazione, oggi l’ISS alza l’asticella.
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Ecografia morfologica precoce: Viene introdotta la raccomandazione di un’ecografia nel primo trimestre non solo per datare la gravidanza, ma per individuare precocemente eventuali malformazioni fetali. Questo permette alle coppie di prepararsi consapevolmente o di programmare il parto in strutture specializzate.
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Screening universale: Lo screening per le anomalie cromosomiche (come la Sindrome di Down) deve essere offerto a tutte le donne, indipendentemente dall’età.
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DNA Fetale (NIPT): Per la prima volta, il test del DNA fetale circolante nel sangue materno entra ufficialmente nelle raccomandazioni, integrandosi o affiancandosi al test combinato (bi-test).
Il monitoraggio della crescita: torna la “misura del fondo”
Una delle novità più significative, che segna un ritorno alla clinica semeiologica d’eccellenza, riguarda il monitoraggio dello sviluppo fetale a partire dalle 24 settimane.
L’ISS raccomanda ora l’esecuzione della misura della distanza fondo-sinfisi (la distanza tra l’osso pubico e la parte superiore dell’utero) ad ogni bilancio di salute. Questo esame manuale, se eseguito correttamente, è un indicatore affidabile dell’accrescimento fetale e permette di riservare l’ecografia solo ai casi in cui si sospetti un rallentamento della crescita.
Il “No” all’ecografia del terzo trimestre (se tutto va bene)
Contrariamente alla prassi comune, l’ISS ribadisce che l’ecografia nel terzo trimestre non è raccomandata nelle gravidanze fisiologiche.
Secondo Serena Donati, responsabile scientifica dell’aggiornamento, non tutto ciò che rassicura è realmente necessario. Se la gravidanza procede regolarmente e la misurazione della distanza fondo-sinfisi è nella norma, l’ecografia di accrescimento non aggiunge benefici clinici dimostrati, ma rischia di produrre falsi positivi e sovradiagnosi. L’esame rimane indicato solo in presenza di specifiche condizioni cliniche o fattori di rischio.
Sintesi delle raccomandazioni ISS 2026
| Periodo | Esame / Intervento | Stato della Raccomandazione |
| I Trimestre | Ecografia (Datazione e Malformazioni) | SÌ – Raccomandata per tutte. |
| I Trimestre | Test DNA Fetale / Test Combinato | SÌ – Offerta universale (non per età). |
| II Trimestre | Ecografia Morfologica (19-21 sett.) | SÌ – Confermata come fondamentale. |
| > 24 Settimane | Misura Lunghezza Fondo-Sinfisi | SÌ – Ad ogni controllo ostetrico. |
| III Trimestre | Ecografia di Accrescimento | NO – Solo se c’è indicazione clinica. |
| Tutta la gravidanza | Percezione movimenti fetali | SÌ – Fondamentale indicatore di benessere. |
Il ruolo del Counselling e della Trasparenza
L’obiettivo dell’ISS è ridurre la “variabilità ingiustificata” tra le diverse regioni e strutture. Un punto cardine è il counselling: i professionisti sanitari devono dedicare tempo a spiegare non solo cosa si sta cercando con un esame, ma anche i limiti dei test stessi.
Il documento, frutto dell’analisi di 97 quesiti clinici attraverso il metodo GRADE (il sistema più rigoroso per valutare le prove scientifiche), serve a proteggere la donna da interventi inappropriati e a garantire che le risorse del SSN siano concentrate dove il beneficio è certo.
Una bussola per le future mamme
Le nuove linee guida 2026 rappresentano una sfida culturale. Spiegano che “fare di più” non significa necessariamente “curare meglio”. In una gravidanza che procede senza intoppi, l’eccesso di medicalizzazione può generare ansia inutile. Seguire queste raccomandazioni significa affidarsi alle migliori prove scientifiche disponibili oggi, tutelando la salute di madre e bambino attraverso un percorso sobrio, appropriato e moderno.





