Nell’era dell’iper-connessione, il Festival di Sanremo non si esaurisce più tra le poltrone dell’Ariston o davanti al piccolo schermo. Si è trasformato in un banco di prova psicologico collettivo. Mentre le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 hanno appena finito di catalizzare l’attenzione globale, il testimone della visibilità è passato ai fiori della riviera, portando con sé un fenomeno insidioso: la FOMO (Fear of Missing Out), ovvero la paura di essere tagliati fuori da qualcosa di socialmente rilevante.
Secondo lo psicologo Pietro Bussotti, dell’Osservatorio Benessere psicologico e salute (Benèpsys), la parola d’ordine della settimana sanremese è “esserci”, ma con una postilla fondamentale: bisogna dimostrarlo sui social. Senza una storia, un post o un commento in tempo reale, l’esperienza sembra non avere validità.
Cos’è la FOMO: la scienza dietro l’apprensione sociale
La letteratura scientifica definisce la FOMO come un’apprensione pervasiva che gli altri stiano vivendo esperienze gratificanti dalle quali noi siamo assenti. Non è solo un termine “social”, ma un concetto legato a bisogni psicologici profondi come l’autonomia e la relazione sociale.
Studi internazionali, come quelli di Przybylski (2013), evidenziano come questa dinamica sia un potente predittore di comportamenti problematici:
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Phubbing: L’atto di trascurare gli interlocutori fisici per dare priorità allo smartphone.
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Uso compulsivo: La necessità di controllare costantemente le notifiche per non perdere il “treno” della narrazione collettiva.
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Stress emotivo: Una sensibilità amplificata verso la percezione di trascuratezza o le reazioni negative online.
La competizione parallela: performance reale vs engagement digitale
Il Festival di Sanremo 2026 mette in luce una dicotomia valutativa spiazzante. La competizione non è più solo quella dei cantanti in gara, ma quella del pubblico. Le strade di Sanremo sono popolate da persone fisicamente presenti ma mentalmente proiettate nei propri dispositivi.
La gerarchia del successo digitale
| Indicatore | Valore Percepito | Impatto Psicologico |
| Presenza Fisica | Secondario | Serve solo come “sfondo” per la prova digitale. |
| Metriche (Like/View) | Primario | Diventano misuratori del successo personale e dell’autostima. |
| Social Engagement | Cruciale | Essere “visibili” equivale a “esistere” socialmente. |
Il rischio dell’invisibilità: se non lo posti, non è successo?
Bussotti avverte che la visibilità digitale è diventata un obiettivo in sé. Molte persone si recano a Sanremo non per godersi l’evento, ma per partecipare alla sua rappresentazione digitale. Questo crea una continua comparazione sociale: vedere gli altri che postano dall’Ariston o dai party esclusivi aumenta la vigilanza sulle attività altrui, incrementando ansia e stress.
“Nell’era digitale, la competizione non finisce quando l’evento si conclude: prosegue nelle piattaforme social, dove esserci equivale spesso a essere visibili/esistenti”, spiega Bussotti.
Non demonizzare, ma interrogarsi: il benessere oltre lo schermo
L’obiettivo dell’analisi psicologica non è condannare i social media — che restano strumenti preziosi di connessione ed espressione — ma invitare a una riflessione sulla qualità dell’esperienza vissuta. La FOMO è ormai un fenomeno strutturale delle nostre dinamiche sociali e può erodere il senso di appartenenza reale a favore di una validazione effimera basata su un algoritmo.
Camminare per Sanremo oggi significa vedere migliaia di “occhi sul display”. Il rischio è che, nel tentativo disperato di non perdere nulla dell’evento digitale, ci si perda l’evento reale che sta accadendo proprio sotto i nostri occhi.





