La prevenzione non è un appuntamento sul calendario, ma una filosofia di vita che richiede cura, costanza e, soprattutto, accessibilità. Eppure, per molte donne, il tempo per sé stesse è spesso l’ultimo della lista, sacrificato tra impegni professionali e carichi famigliari. È in questo scenario che si inserisce l’undicesima edizione della (H) Open Week sulla salute della donna, l’iniziativa promossa da Fondazione Onda ETS che, dal 22 al 29 aprile, trasformerà oltre 250 ospedali italiani in avamposti gratuiti della prevenzione.
L’iniziativa coincide con la Giornata nazionale della salute della donna e rappresenta ormai un punto fermo nel panorama sanitario italiano. Non si tratta solo di offrire esami a costo zero, ma di lanciare un segnale culturale forte: la medicina non può più essere “neutra”, ma deve declinarsi secondo le specificità di genere per essere davvero efficace.
Un network in rosa: l’eccellenza al servizio delle cittadine
Il cuore pulsante di questa settimana sono gli ospedali del network Bollino Rosa. Dal 2007, Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) attribuisce questo riconoscimento alle strutture ospedaliere che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, con un occhio di riguardo anche all’accoglienza e alla tutela della dignità della paziente.
Oggi il network conta ben 370 ospedali distribuiti su tutto il territorio nazionale, di cui oltre 250 hanno aderito attivamente a questa settimana di porte aperte. Partecipare all’Open Week significa avere accesso a:
-
Visite specialistiche in presenza.
-
Esami strumentali (ecografie, mammografie, densitometrie ossee).
-
Consulenze telefoniche e colloqui a distanza.
-
Eventi informativi e webinar per approfondire tematiche legate al benessere psicofisico.
La crescita dei numeri: una domanda di salute inarrestabile
Analizzare l’evoluzione della (H) Open Week negli ultimi anni significa osservare una presa di coscienza collettiva senza precedenti. I dati forniti da Fondazione Onda tracciano una curva di partecipazione che non ha conosciuto soste, nemmeno durante gli anni più bui della crisi pandemica.
Nel 2020, in pieno lockdown, l’iniziativa vide la partecipazione di 133 ospedali, riuscendo comunque a erogare oltre 2.200 servizi gratuiti. Una prova di resilienza del sistema sanitario che già allora indicava la strada da seguire. Il balzo in avanti registrato nel 2025 è stato però straordinario: gli ospedali aderenti sono saliti a 265 e le prestazioni erogate hanno superato quota 13.300.
| Anno | Ospedali Aderenti | Prestazioni Erogate |
| 2020 | 133 | ~2.200 |
| 2025 | 265 | >13.300 |
| 2026 (Stima) | >270 | In corso |
Questi numeri non sono solo statistiche: sono migliaia di diagnosi precoci, di dubbi risolti e di percorsi di cura avviati tempestivamente. Come sottolineato da Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda ETS, “la (H) Open Week dimostra quanto sia forte la domanda di prevenzione e quanto sia necessario rendere i servizi sempre più accessibili e orientati ai bisogni delle donne”.
Multidisciplinarietà: la salute a 360 gradi
Uno degli errori più comuni del passato è stato quello di limitare la “salute della donna” alla sola sfera ginecologica. Il progetto di Fondazione Onda scardina questo pregiudizio offrendo un approccio olistico e multidisciplinare. Le aree specialistiche coinvolte durante la settimana dal 22 al 29 aprile coprono infatti l’intero spettro della medicina moderna:
-
Cardiologia: Perché le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte femminile, spesso con sintomi diversi da quelli maschili.
-
Endocrinologia e Nutrizione: Per affrontare le sfide del metabolismo, della tiroide e delle fasi di transizione come la menopausa.
-
Neurologia e Psichiatria: Con un focus particolare sulle patologie neurodegenerative e sulla salute mentale, spesso gravata dal fenomeno del burnout da cura.
-
Oncologia Ginecologica e Senologia: I pilastri storici della prevenzione tumorale.
-
Reumatologia: Per contrastare patologie come l’osteoporosi e le malattie autoimmuni, che colpiscono in larga maggioranza la popolazione femminile.
-
Violenza sulla donna: Molti ospedali offrono percorsi dedicati e sportelli di ascolto, riconoscendo la violenza come una vera e propria emergenza di salute pubblica.
Medicina di genere: oltre l’uguaglianza, verso l’equità
L’iniziativa della Fondazione Onda è intrisa dei principi della Medicina di Genere. Per decenni, la ricerca scientifica ha utilizzato il modello maschile come standard universale, portando a una sotto-diagnosi o a trattamenti meno efficaci per le donne.
Organizzare una settimana di servizi gratuiti significa anche educare il personale sanitario e le pazienti al fatto che i farmaci possono avere dosaggi diversi, che il dolore può essere espresso in modi differenti e che i fattori di rischio ambientale e sociale pesano in modo diseguale sui due sessi. È un progetto culturale che mira a un’equità reale: dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno specificamente.
Come partecipare e prenotare i servizi
Per le cittadine interessate, la procedura è semplice e trasparente. Fondazione Onda ha messo a disposizione sul sito www.bollinirosa.it un motore di ricerca dedicato. È possibile filtrare i servizi per:
-
Regione e Provincia.
-
Area specialistica di interesse.
-
Tipologia di prestazione (visita, esame, colloquio).
All’interno della scheda di ogni ospedale sono riportate le date, gli orari e le modalità di prenotazione (spesso tramite numero verde o email dedicata). È fondamentale muoversi con anticipo, poiché la gratuità e l’alta qualità delle prestazioni portano solitamente a un rapido esaurimento dei posti disponibili.
Un patto tra ospedali e territorio
L’Open Week non deve essere vista come un evento isolato, ma come la punta dell’iceberg di un lavoro quotidiano svolto dai 370 ospedali del network Bollino Rosa. È un invito a riappropriarsi del diritto alla salute, superando la paura o la procrastinazione.
In un’epoca di tagli alla sanità e liste d’attesa chilometriche, iniziative come questa, sostenute dal privato sociale in sinergia con il pubblico, rappresentano una boccata d’ossigeno. La salute della donna è la salute della società intera: una donna consapevole e sana è un pilastro che sostiene la famiglia, l’economia e il progresso culturale di un Paese. Dal 22 al 29 aprile, l’Italia si tinge di rosa per ricordare a ogni donna che prendersi cura di sé non è un lusso, ma il primo atto di libertà.





