I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) non sono più una “crisi silenziosa”, ma una vera e propria emergenza di sanità pubblica che richiede risposte corali, tempestive e prive di pregiudizi. Con questo spirito, il Ministero della Salute ha scelto la cornice del Teatro Kursaal di Bari per le giornate del 18 e 19 maggio 2026, lanciando l’evento dal titolo emblematico: “Nessuno ti può giudicare. Insieme possiamo riconoscere, prevenire, curare”.
L’iniziativa non è solo un momento di celebrazione istituzionale, ma il cuore pulsante di una campagna di sensibilizzazione che mira a scardinare lo stigma sociale che ancora oggi circonda patologie come l’anoressia, la bulimia e il disturbo da binge-eating. In un’epoca segnata da modelli estetici digitali spesso tossici e da un aumento preoccupante dei casi tra i giovanissimi, l’appuntamento di Bari si pone come un laboratorio operativo per rafforzare la rete pubblica di assistenza.
Una priorità di salute pubblica: i numeri e la strategia
I disturbi alimentari rappresentano una sfida complessa per il sistema sanitario nazionale. L’impatto epidemiologico è in costante crescita, con un abbassamento dell’età d’esordio che vede coinvolti sempre più bambini e pre-adolescenti. Per questo, la strategia del Ministero, guidata per l’occasione dal sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato e dal direttore generale della direzione stili di vita Alessio Nardini, punta tutto sulla prevenzione e l’identificazione precoce.
Intervenire ai primi segnali di rischio può cambiare radicalmente la prognosi. L’evento di Bari intende quindi definire indirizzi condivisi che permettano a scuole, centri sportivi e famiglie di agire in sinergia con il personale sanitario. L’obiettivo è chiaro: costruire una “capacità di risposta” che sia uniforme sul territorio nazionale e capace di intercettare il disagio prima che diventi cronico.
Il Villaggio della Salute in Largo Adua
L’evento non resterà confinato tra le mura storiche del Teatro Kursaal. Davanti alla struttura, in Largo Adua, verrà allestito il “Villaggio della Salute”, uno spazio aperto alla cittadinanza dove la teoria lascerà il posto alla pratica. Grazie alla collaborazione con l’Università di Bari, il villaggio ospiterà:
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Laboratori esperienziali: dedicati alla consapevolezza alimentare e alla gestione del rapporto con il corpo.
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Area Clinica di Orientamento: dove esperti del settore saranno a disposizione per fornire indicazioni preziose su come riconoscere i comportamenti a rischio e a chi rivolgersi per una presa in carico appropriata.
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Punti Informativi: gestiti da associazioni e società scientifiche per distribuire materiali educativi e contrastare la disinformazione.
Questa “sanità di prossimità” è fondamentale per rompere il ghiaccio con chi, per timore o vergogna, fatica a varcare la soglia di un ambulatorio tradizionale.
La “Barca della Salute”: Un simbolo di riscatto e riabilitazione
Uno degli aspetti più originali e potenti dell’iniziativa riguarda il contributo della Asl di Lecce. Durante la due giorni, sarà presentata e utilizzata la barca a vela confiscata alla criminalità organizzata (precedentemente usata per l’immigrazione clandestina), ora gestita dal Dipartimento di prevenzione e dal Centro di Salute mentale.
L’uso della barca per le uscite in mare rappresenta una forma di riabilitazione innovativa. Il mare diventa lo spazio per il contrasto allo stigma: la navigazione richiede cooperazione, equilibrio e fiducia in se stessi e negli altri. È un messaggio di riscatto sociale e clinico che trasforma uno strumento di sofferenza passata in un veicolo di guarigione presente. La “terapia del mare” aiuta i pazienti a riappropriarsi del proprio corpo e delle proprie capacità in un contesto di libertà e responsabilità condivisa.
“Nessuno ti può giudicare”: un monito che non è solo uno slogan, ma un impegno etico per un sistema sanitario che accoglie senza preconcetti.
Integrazione Multidisciplinare: Scuola, Sport e Sanità
Il dibattito istituzionale si concentrerà sulla necessità di superare i compartimenti stagni. I disturbi alimentari non sono “solo” una questione medica o “solo” una questione psicologica; sono fenomeni complessi che richiedono un approccio multidisciplinare.
| Ambito di Intervento | Obiettivo Strategico | Strumenti |
| Scuola | Intercettazione precoce | Formazione docenti e sportelli d’ascolto |
| Sport | Promozione di un corpo sano | Contrasto all’esasperazione della performance |
| Famiglia | Sostegno e partecipazione | Percorsi di empowerment e gruppi di auto-aiuto |
| Sanità Pubblica | Presa in carico tempestiva | Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) |
Durante i lavori, verrà ribadito il ruolo cruciale delle professioni sanitarie nella costruzione di percorsi di cura appropriati, che evitino il “turismo sanitario” e garantiscano al paziente una continuità assistenziale tra le diverse fasi della malattia (dalla fase acuta alla riabilitazione territoriale).
Comunicazione Pubblica come leva di Sanità
Un tema centrale della due giorni sarà la comunicazione pubblica. In un mondo dominato dai social media, dove l’immagine è spesso l’unica moneta di scambio, le istituzioni hanno il dovere di produrre contenuti che siano “anticorpi digitali”. La campagna ministeriale presentata a Bari mira a utilizzare la comunicazione come uno strumento di prevenzione, parlando il linguaggio dei giovani senza risultare paternalistica.
Contrastare lo stigma significa anche insegnare alle persone come parlare di disturbi alimentari. Evitare i giudizi, non focalizzarsi solo sul peso o sull’aspetto fisico e valorizzare la persona nella sua interezza sono passaggi fondamentali per facilitare la richiesta d’aiuto.
Il ruolo attivo delle famiglie
L’evento di Bari intende valorizzare le famiglie non più come semplici “accompagnatori”, ma come parte attiva del processo di cura. Spesso i genitori sono i primi a notare i cambiamenti, ma sono anche i primi a sentirsi smarriti o colpevolizzati. La presenza delle associazioni dei familiari al Kursaal servirà a ricordare che la guarigione è un percorso collettivo. Sostenere chi sostiene è una delle priorità che il Ministero intende ribadire, promuovendo reti di supporto che impediscano l’isolamento dei nuclei familiari colpiti.
Un impegno per il futuro
L’appuntamento del 18 e 19 maggio a Bari non si esaurisce con la fine dei lavori congressuali. Rappresenta l’inizio di una fase di monitoraggio e rafforzamento dei servizi territoriali. La partecipazione dell’Università di Bari, delle ASL pugliesi e delle principali società scientifiche garantisce che le conclusioni raggiunte abbiano una ricaduta pratica immediata.
Affrontare i disturbi della nutrizione significa occuparsi del benessere profondo delle nuove generazioni. Se “nessuno ti può giudicare”, allora lo spazio per la cura diventa finalmente possibile. Bari si prepara così a diventare, per due giorni, il centro gravitazionale di una medicina più umana, intraprendente e, soprattutto, capace di ascoltare senza pregiudizi.





