Negli ultimi giorni si è riacceso sul web un dibattito pericoloso per la salute pubblica, alimentato dalla diffusione di contenuti social che mettono in discussione l’utilità e la sicurezza dei prodotti solari. Tra i contenuti più virali spicca il video pubblicato su Instagram da Debora Rasio, nutrizionista e specialista in oncologia, che ha negato il legame diretto tra esposizione solare e insorgenza del melanoma, arrivando a sostenere — in linea con il cosiddetto movimento no-sunscreen — che le creme protettive siano persino dannose per l’organismo.
La risposta della comunità scientifica non si è fatta attendere. La Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro è intervenuta fermamente con una nota ufficiale per fare chiarezza ed eradicare una disinformazione che rischia di avere conseguenze cliniche gravi:
“In questi giorni sta circolando una fake news secondo cui le creme solari favorirebbero l’insorgenza dei tumori della pelle e che esporsi al sole senza protezione sarebbe addirittura più sicuro, proteggendo dal melanoma. Si tratta di un’affermazione falsa e priva di qualsiasi base scientifica”.
La posizione della scienza: i raggi UV sono un cancerogeno certo
La letteratura medica internazionale e le principali istituzioni sanitarie mondiali, a partire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), classificano da decenni le radiazioni ultraviolette (UV) come un agente cancerogeno certo per l’uomo.
Come ricorda l’AIRC, i raggi UV rappresentano il principale fattore di rischio modificabile per lo sviluppo dei tumori cutanei, inclusi i carcinomi basocellulari, spinocellulari e il temibile melanoma. L’esposizione acuta e cumulativa al sole senza adeguate barriere danneggia in modo diretto il DNA delle cellule epidermiche (i cheratinociti e i melanociti). Le lesioni molecolari non riparate possono accumularsi nel tempo, innescando mutazioni genetiche che, anche a distanza di molti anni o decenni, portano alla trasformazione neoplastica della cellula.
Particolarmente dannose sono le scottature solari contratte in età infantile e giovanile, che raddoppiano il rischio di sviluppare un melanoma nel corso della vita adulta.
La sicurezza delle creme solari: test rigorosi e normativi europei
Un altro pilastro delle tesi anti-crema riguarda la presunta tossicità degli ingredienti chimici contenuti nei solari. Anche su questo punto la Fondazione AIRC rassicura i cittadini, ricordando il quadro legislativo estremamente severo che vige in Europa e in Italia.
I prodotti solari sono classificati come cosmetici speciali e sono soggetti al Regolamento Europeo (CE) n. 1223/2009. Questa normativa vieta tassativamente l’utilizzo di sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR). Prima di essere immesso sul mercato, ogni filtro solare (sia esso fisico/minerale come l’ossido di zinco, o chimico/organico) viene sottoposto a rigidi test di valutazione della sicurezza tossicologica e della stabilità fotochimica. Inoltre, la fase di cosmetovigilanza post-marketing garantisce il monitoraggio continuo di qualsiasi eventuale reazione avversa sulla popolazione.
Il vero pericolo è la mancata protezione
Le evidenze scientifiche dimostrano che l’uso regolare e corretto della protezione solare riduce in modo drastico l’incidenza del melanoma e dei tumori cutanei non-melanoma, oltre a prevenire il fotoinvecchiamento precoce (danni all’elastina e al collagene, macchie ipercromiche e rughe profonde).
L’AIRC ribadisce con forza il messaggio fondamentale per la salute pubblica:
“Il vero rischio non è usar la crema solare, ma è non usarla. La mancata protezione espone infatti a rischi certi: scottature, invecchiamento precoce della pelle, danni al DNA e un aumento del rischio di tumori cutanei. Proteggere la pelle dal sole è una scelta basata sulle evidenze scientifiche ed è uno degli strumenti più importanti per prevenire il melanoma”.
Guida alla fotoprotezione consapevole
Per proteggersi in modo efficace senza cedere agli allarmismi infondati né alle sottovalutazioni del rischio, gli esperti raccomandano di integrare la crema solare in un protocollo di prevenzione globale:
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Applicare la giusta quantità: Scegliere un fattore di protezione alto o molto alto (SPF 30 o SPF 50+) a largo spettro (UV-A e UV-B). La crema va stesa generosamente 20 minuti prima dell’esposizione e riapplicata ogni due ore, e sempre dopo il bagno o un’intensa sudorazione.
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Evitare le ore di picco: Ridurre l’esposizione diretta tra le 11:00 e le 16:00, quando l’indice UV raggiunge l’intensità massima.
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Utilizzare barriere fisiche: Cappelli a tesa larga, occhiali da sole con filtri certificati e magliette (specialmente per i bambini) restano presidi fondamentali di protezione.
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Mantenere la protezione anche con il cielo coperto: Fino all’80% dei raggi UV attraversa le nuvole e può causare danni al DNA cellulare anche nelle giornate nuvolose.
FAKE NEWS VS EVIDENZE SCIENTIFICHE
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FAKE NEWS: “Le creme solari causano il cancro e il sole senza protezione fa bene”.
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EVIDENZA SCIENTIFICA: I raggi UV sono un cancerogeno di classe 1 (IARC/OMS). Le creme solari schermano i raggio UV e riducono significativamente il rischio di melanoma.
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SICUREZZA DEI PRODOTTI: I solari approvati in UE sono privi di sostanze cancerogene o tossiche e sottoposti a controlli rigorosi.
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Danni da mancata protezione: Scottature, mutazioni del DNA cellulare, invecchiamento precoce della pelle e sviluppo di neoplasi cutanee





