L’abbronzatura c’è ancora, ma l’effetto rigenerante delle vacanze comincia a cedere il passo ai bilanci davanti allo specchio. Il 70% delle donne italiane dichiara di non sentirsi esteticamente al meglio dopo il rientro a casa, mentre il 78% nota sul proprio corpo almeno un inestetismo o un cambiamento causato da sole, caldo, mare e vita all’aria aperta che vorrebbe correggere.
È quanto emerge da un’indagine condotta da Cod Marketing su un campione di 1.000 donne tra i 30 e i 60 anni distibuite sul territorio nazionale. Il quadro delineato definisce una vera e propria “sindrome della bellezza post-vacanza”: finito l’agosto di mare e relax, settembre diventa il mese del beauty reset, in cui si avverte il forte bisogno di recuperare idratazione, luminosità e benessere.
Cosa vedono le italiane allo specchio: la mappa dei “danni” estivi
I mesi estivi mettono a dura prova la salute cutanea e capillare. Tra le principali problematiche riscontrate dalle intervistate figurano:
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Disidratazione del viso: Segnalata dal 64% del campione.
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Capelli sfibrati e secchi: Indicati dal 61% delle donne.
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Pelle del corpo secca: Percepita dal 58% delle intervistate.
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Gonfiore e ritenzione idrica: Lamentati dal 46%.
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Macchie cutanee e discromie: Rilevate dal 42%.
[ I SEGNI DELL'ESTATE DA CANCELLARE ]
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[ MACCHIE E DISCROMIE ] [ PELLE SECCA / SPENTA ] [ GONFIORE E RITENZIONE ]
Indicate dal 31% Indicate dal 27% Indicati dal 18%
come primo inestetismo come priorità di cura come problema principale
I raggi UVA e la luce visibile contribuiscono al fotoinvecchiamento, accelerando la comparsa di rughe e age spots. Non a caso, il 31% delle donne indica proprio le macchie solari come il primo segno estetico che vorrebbe eliminare.
Settembre come “Nuovo Gennaio”: il cambio di paradigma culturale
Per gran parte della popolazione femminile, settembre assume il medesimo valore simbolico e propositivo dell’inizio dell’anno. Il 74% sente il desiderio di modificare le proprie abitudini: il 53% vuole tornare a dedicarsi maggiormente alla cura di sé, il 41% intende riprendere l’attività fisica, il 37% rivedere l’alimentazione e il 32% aggiornare la propria beauty routine.
Inoltre, si registra un netto cambiamento culturale riguardo al concetto di bellezza al rientro:
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Dall’apparire al curarsi: Se in passato l’unico obiettivo era prolungare la tintarella a ogni costo, oggi la priorità assoluta per il 38% delle donne è ottenere una pelle del viso luminosa, seguita dal recupero dell’idratazione (26%) e dal ritrovare tonicità e leggerezza al corpo (18%).
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Il 55% desidera conservare la doratura estiva, ma unicamente a patto di preservare la salute e la qualità della cute. L’imperativo non è più semplicemente “apparire abbronzate”, ma “apparire curate”.
Fai-da-te, falsi miti e il ruolo dei professionisti
Sebbene il 67% delle donne esprima la necessità di sottoporsi ad almeno un trattamento professionale di ricostruzione o pulizia (e il 49% sia disposto a destinare a settembre un budget superiore al solito), desiderio e consapevolezza scientifica non viaggiano di pari passo.
Il 51% ammette di non sapere con certezza di cosa abbia realmente bisogno la propria pelle. Il 44% si affida ai consigli trovati sui social media, il 39% acquista prodotti in autonomia e solo il 36% si rivolge subito a uno specialista o a un centro professionale per una diagnosi personalizzata.
illuminate l’indagine anche i falsi miti post-estivi a cui crede il 62% delle donne:
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Pensare che la pelle abbronzata sia necessariamente sana (38%).
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Ritenere che l’esfoliazione spazzi via l’abbronzatura (35%).
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Credere che la semplice crema idratante casalinga basti a risolvere i danni solari (32%).
“La cliente non cerca più soltanto ‘un trattamento’, ma ha sempre più bisogno di capire che cosa sia davvero adatto a lei,” spiega Marian Bornaz, CEO di Cod Marketing. “Settembre è un momento strategico. Il valore del professionista sta nella capacità di leggere il reale bisogno cutaneo e costruire un percorso su misura, superando il caos informativo dei social.”
Il valore del mercato cosmetico: benessere e non superficialità
La spinta al beauty reset si inserisce in un comparto economico in costante crescita. L’industria cosmetica italiana ha raggiunto nel 2025 i 18 miliardi di euro di fatturato, con una filiera allargata da 49 miliardi di euro che impiega circa 500 mila addetti.
Dati che confermano come la cura di sé non sia percepita come una spesa futilmente voluttuaria. Per il 69% delle italiane, prendersi cura del proprio aspetto al rientro significa in primis “sentirsi nuovamente bene con se stesse”, mentre solo il 17% lo fa per sembrare più giovane e appena il 9% per adeguarsi a modelli estetici esterni.





