Con l’arrivo della bella stagione esplode la passione per gli sport acquatici: nuoto, vela, windsurf, kitesurf, canottaggio e immersioni. Se da un lato queste attività garantiscono ottimi benefici fisici, dall’altro l’esposizione prolungata all’acqua e al vento freddo può nascondere insidie per le orecchie.
La patologia più diffusa tra chi pratica abitualmente queste discipline è l’esostosi del condotto uditivo esterno, comunemente nota come “orecchio del surfista”.
Cos’è l’esostosi uditiva e perché si sviluppa
L’esostosi consiste in una crescita benigna e lenta di tessuto osseo all’interno del canale uditivo. Non si tratta di una formazione tumorale, bensì di un vero e proprio mccanismo di difesa dell’organismo stimolato dall’esposizione cronica e prolungata a un microclima umido e ventilato.
“È una ‘risposta di adattamento’ dell’organismo all’esposizione cronica ad acqua fredda e vento,” spiega il Prof. Mario Turri Zanoni, primario dell’Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Cantù e docente all’Università degli Studi dell’Insubria. “Non basta fare qualche bagno d’estate: il rischio aumenta dopo anni di esposizione ripetuta in mare, al lago o in acque fredde.”
[ FATTORI SCATENANTI ]
Acqua Fredda + Vento Costante
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[ RISPOSTA DI DIFESA ]
Crescita ossea benigna (Esostosi)
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[ EFFETTO TRAPPOLA ]
Restringimento del condotto uditivo
Ristagno d'acqua e Otiti acute
I campanelli d’allarme e la differenza con la classica otite
I sintomi iniziali sono spesso lievi e vengono facilmente sottovalutati:
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Sensazione di orecchio tappato dopo essere usciti dall’acqua.
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Acqua che rimane “intrappolata” nel canale e fatica a uscire.
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Otiti esterne ricorrenti con dolore o secrezioni.
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Calo temporaneo dell’udito (dovuto anche a piccole quantità di acqua o cerume che ostruiscono il canale ristretto).
Otite Estiva vs Orecchio del Surfista: le differenze
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Otite Estiva: È un’infezione acuta della pelle del condotto. Insorge rapidamente, provoca dolore intenso (specie toccando il padiglione) e talvolta secrezioni maleodoranti.
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Esostosi (Orecchio del Surfista): È un’alterazione anatomica cronica che si sviluppa in anni e di per sé non fa male. Tuttavia, restringendo il canale, rappresenta la causa predisponente principale per le otiti estive ricorrenti.
Diagnosi e Trattamento: quando serve l’intervento?
La diagnosi si effettua in pochi minuti tramite un’otoscopia (spesso con telecamere ad alta definizione). Solo nei casi avanzati si ricorre a una TC ad alta risoluzione dell’osso temporale.
Una volta formata, l’esostosi non regredisce spontaneamente e non esistono farmaci per riassorbirla. Se il restringimento è lieve, è sufficiente il monitoraggio periodico.
L’intervento chirurgico (eseguito in microscopia o endoscopia per rimuovere le escrescenze ossee) viene riservato ai casi con quasi totale ostruzione del condotto, calo dell’udito o otiti continue. Il rientro negli sport acquatici dopo la chirurgia richiede solitamente dalle 6 alle 8 settimane.
Le regole d’oro per la prevenzione
Per proteggere l’udito senza rinunciare agli sport d’acqua, il Prof. Turri Zanoni consiglia di adottare precise misure preventive:
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Protezioni in acqua: Usare tappi auricolari specifici (meglio se su misura) e fasce o cappucci in neoprene durante le uscite in acque fredde o molto ventilate.
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Asciugatura corretta: Dopo l’uscita dall’acqua, inclinare la testa per far defluire i liquidi e asciugare il padiglione con un panno soffice o con un fon a temperatura tiepida tenuto a distanza di sicurezza.
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Gocce disinfettanti: Su indicazione dello specialista, utilizzare gocce auricolari a base di acido borico o alcoliche per favorire l’evaporazione e prevenire le infezioni.
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NO ai Cotton Fioc: Evitare tassativamente di inserire bastoncini di cotone o oggetti appuntiti nel canale uditivo: provocano micro-lesioni della cute che spalancano le porte ai batteri.





