Un importante contributo della ricerca italiana nell’ambito della cardiologia interventistica apre nuove prospettive nella gestione dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto con malattia coronarica multivasale. Lo studio internazionale randomizzato AIR-STEMI, al quale ha partecipato la Cardiologia dell’Ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina, è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine (NEJM).
La ricerca ha coinvolto 1.823 pazienti con infarto STEMI e stenosi coronariche multiple, arruolati in 21 centri in Italia e Pakistan. Dopo l’intervento d’urgenza mediante angioplastica (PTCA) dell’arteria responsabile dell’evento (vasso culprit), i pazienti sono stati suddivisi in due gruppi per determinare quali ulteriori restringimenti trattare:
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Strategia convenzionale: Valutazione basata unicamente sull’immagine visiva della coronarografia.
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Strategia guidata dalla fisiologia: Valutazione tramite coronarografia funzionale, una metodica che stima direttamente dalle immagini se una stenosi limita o meno il flusso sanguigno reale.
I Risultati Clinici: “Trattare Meglio, Non Necessariamente di Più”
I dati raccolti durante un follow-up mediano di 18 mesi evidenziano vantaggi significativi per i pazienti gestiti con la strategia fisiologica/funzionale:
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Riduzione del rischio primario (-38%): L’endpoint primario (morte per qualsiasi causa, nuovo infarto, ictus/TIA o necessità di nuova rivascolarizzazione per ischemia) si è verificato nel 9% dei pazienti valutati con coronarografia funzionale, contro il 13,7% del gruppo trattato in base alla sola angiografia visiva.
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Numero Necessario da Trattare (NNT): È sufficiente trattare 21 pazienti con la strategia fisiologica per evitare un evento clinico primario infausto.
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Riduzione degli infarti recidivanti: L’incidenza di nuovo infarto si è dimezzata, passando dall’8% al 4% nel gruppo guidato dalla fisiologia.
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Minori complicanze di sicurezza: L’endpoint di sicurezza (danno renale acuto da mezzo di contrasto o sanguinamento maggiore) è sceso dal 7,1% al 4,6%.
[ CONFRONTO STRATEGIE CLINICHE AIR-STEMI ]
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[ STRATEGIA ANGIOGRAFICA VISIVA ] [ STRATEGIA CORONAROGRAFIA FUNZIONALE ]
• Trattato il ~95% dei vasi non-culprit • Trattato il ~52% dei vasi non-culprit
• Tasso di eventi primari: 13,7% • Tasso di eventi primari: 9,0% (-38% di rischio)
• Complicanze di sicurezza: 7,1% • Complicanze di sicurezza: 4,6%
Il Ruolo della Coronarografia Funzionale
Il grande vantaggio della coronarografia funzionale risiede nella sua maggiore selettività. Nel gruppo guidato dalla fisiologia, l’angioplastica è stata eseguita solo sul 52% dei vasi secondari, contro il 95% del gruppo convenzionale[cite: 1].
La metodica consente di derivare informazioni sul flusso sanguigno direttamente dalle immagini angiografiche già acquisite, senza dover necessariamente posizionare fili di pressione intracoronarici o somministrare farmaci per indurre iperemia[cite: 1]. Questo evita manovre o procedure invasive non necessarie, concentrando l’angioplastica unicamente sulle placche che ostacolano realmente la perfusione cardiaca[cite: 1].
Il Contributo dell’Ospedale Goretti di Latina
L’Ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina si è distinto come terzo centro a livello mondiale per numero di pazienti arruolati nello studio AIR-STEMI[cite: 1]. Tra i firmatori della pubblicazione sul NEJM figura il Prof. Francesco Versaci, primario della Terapia Intensiva Cardiologica, Emodinamica e Cardiologia della struttura laziale[cite: 1].
Come sottolineato dalla Direttrice Generale dell’Asl di Latina, Sabrina Cenciarelli, il risultato conferma l’eccellenza della cardiologia del Goretti nelle patologie tempo-dipendenti e dimostra come la ricerca indipendente (promossa da ricercatori e finanziata principalmente dal Ministero della Salute italiano) possa trasferire immediatamente al letto del paziente trattamenti più precisi, sicuri e personalizzati





