La diffusione del West Nile virus in Italia, da inizio anno, si conferma in linea con il trend degli anni scorsi, ma con una novità geografica che desta attenzione. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), i casi registrati nel nostro Paese sono dieci in totale, di cui ben sette concentrati nella provincia di Latina.
Il monitoraggio, supportato dall’ISS per conto del Ministero della Salute, arriva dopo il decesso di una donna di 82 anni a Fondi, ricoverata per i sintomi manifestati in seguito a una puntura di zanzara. Dei sette casi confermati nella provincia di Latina, sei si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (la più grave), mentre uno ha presentato solo sintomi febbrili. L’età media delle persone colpite è di 72 anni, a conferma che il virus rappresenta un rischio maggiore per i soggetti anziani.
Un’Espansione Geografica Sconosciuta
“Sono anni che il virus West Nile circola in Italia, ma l’attività era quasi del tutto circoscritta alla Pianura Padana”, spiega all’Adnkronos Salute Gianni Rezza, ex direttore della Prevenzione del Ministero della Salute. “I casi di Latina, dove in passato erano stati identificati solo focolai animali, mostrano che l’area interessata dalla circolazione virale si è estesa”.
Sebbene la situazione non sia considerata allarmante, Rezza sottolinea la necessità di estendere le attività di vigilanza e controllo su tutto il territorio nazionale. La trasmissione avviene attraverso la puntura della zanzara Culex, la comune zanzara notturna, e il virus, arrivato in Europa attraverso gli uccelli migratori, può causare in rari casi forme gravi di encefalite, sebbene la maggior parte delle infezioni sia asintomatica o causi una lieve sindrome febbrile.
“La rapidità nell’identificazione dei casi dimostra una adeguata risposta a livello delle regioni interessate”, aggiunge l’esperto, che raccomanda di “rafforzare le attività di disinfestazione e proteggere gli anziani nelle aree affette, ad esempio usando zanzariere, durante le calde notti estive”.
La Risposta del Territorio: Niente Allarmi, ma Massima Informazione
Di fronte al focolaio in corso, l’Ordine dei Medici di Latina ha adottato un approccio pragmatico. “Niente allarmi, ma lavoriamo per dare più informazioni possibili ai medici, in particolare quelli del territorio”, dichiara Giovanni Cirilli, presidente dell’Ordine.
Per la giornata di domani, martedì, è stato organizzato un maxi-webinar in collaborazione con la Regione, la ASL e l’Istituto Spallanzani di Roma. L’obiettivo è fornire indicazioni chiare ai professionisti in prima linea, come i medici di famiglia e i pediatri, per aiutarli a intercettare i sintomi rilevanti, come:
- Febbre prolungata.
- Eruzioni cutanee.
- Disturbi neurologici, in particolare disorientamento in persone che non li avevano in precedenza.
“La riunione di domani servirà proprio a cercare di definire quali sono le persone che devono essere eventualmente candidate ad avere un accertamento di secondo livello”, conclude Cirilli, ribadendo che la maggior parte dei casi può essere gestita a casa, senza la necessità di accertamenti sierologici per tutti.





