Con l’arrivo delle vacanze estive e l’esodo verso il mare, il miraggio del relax spinge anche le persone più sedentarie ad abbandonare la pigrizia per buttarsi in passeggiate senza fine sul bagnasciuga, sfide a racchettoni e tornei di beach volley. La sabbia, soffice e carezzevole, viene percepita come una superficie innocua.
In realtà, non è affatto così. Il Dott. Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa), lancia un allarme: la sabbia nasconde un vero e proprio “effetto-trappola” per i nostri piedi, in grado di provocare posture scorrette, sofferenze articolari, tendiniti e infortuni.
1. La passeggiata sul bagnasciuga: un terreno (molto) insidioso
Camminare a piedi nudi in riva al mare sembra l’attività rilassante per eccellenza, ma dal punto di vista biomeccanico si rivela un terreno altamente impegnativo.
-
Assorbimento dell’energia: Essendo cedevole, la sabbia assorbe la forza del passo senza restituirla. La muscolatura della gamba è costretta a un lavoro extra per spingere il corpo in avanti.
-
L’inclinazione della battigia: Il bagnasciuga è quasi sempre in pendenza. Questo costringe la colonna vertebrale, il bacino e le articolazioni a lavorare in forte asimmetria, sovraccaricando una gamba rispetto all’altra.
Superficie Compatta (Asfalto/Pista) Sabbia (Cedevole)
─────────────────────────────────── ─────────────────
[Spinta] ──> [Restituzione energia] [Spinta] ──> [Sprofondamento]
(Lavoro muscolare fluido) (Sforzo extra + microtraumi)
2. Le patologie del piede: Fascite Plantare e Metatarsalgia
Il cambio improvviso da calzature strutturate a ciabatte infradito o al barefooting (camminata a piedi nudi) causa due tra le problematiche estive più diffuse:
Fascite Plantare e Spina Calcaneare
Senza il supporto dell’arco plantare garantito dalle normali scarpe, il piede cede verso l’interno. La fascia plantare (la “molla” fibrosa sotto la pianta) subisce allungamenti eccessivi che provocano micro-lesioni e infiammazioni al tallone. Se cronicizzata, questa infiammazione può generare la cosiddetta spina calcaneare (una calcificazione ossea).
Rimedio d’emergenza: In fase acuta, oltre al riposo, è utile applicare il ghiaccio facendo rotolare una bottiglietta d’acqua congelata sotto la pianta del piede per 15-20 minuti più volte al giorno.
Metatarsalgia
La spinta richiesta per avanzare sulla sabbia scarica un peso notevole sull’avampiede (la zona carnosa dietro le dita). La mancanza di ammortizzazione scatena un dolore acuto a livello delle teste metatarsali, affrontabile spesso solo con l’uso di plantari specifici o calzature ammortizzate.
3. Tendine d’Achille e Sport da Spiaggia: il “blocco” delle articolazioni
Mentre su una superficie rigida il piede può ruotare facendo perno durante un cambio di direzione, sulla sabbia il piede sprofonda e resta bloccato. Quando il corpo ruota, la forza torsionale si scarica interamente sulle articolazioni:
-
Distorsioni a Caviglia e Ginocchio: Il blocco del piede a terra durante un salto o un cambio di direzione repentino è la prima causa di lesioni ai legamenti della caviglia (legamento peroneo-astragalico) e del ginocchio.
-
Tendinopatia Achillea: Lo sprofondamento continuo del tallone costringe il tendine d’Achille a un allungamento estremo proprio mentre è sotto il massimo carico, provocando micro-lacerazioni.
4. Perché i racchettoni “distruggono” gomiti e spalle?
Gli infortuni estivi non riguardano solo gli arti inferiori:
-
Il “Gomito del Tennista” da Racchettone: A differenza della racchetta da tennis classica, il cui piatto corde assorbe l’impatto con la palla, il racchettone da spiaggia è un attrezzo rigido. Ogni colpo trasmette vibrazioni dirette ai tendini del gomito (epicondilite), un effetto peggiorato dall’uso di palline appesantite dalla sabbia e dall’acqua.
-
I guai alla Spalla da Beach Volley: Indoor, la forza della schiacciata parte dalla spinta delle gambe sul pavimento. Sulla sabbia, mancando la spinta dal basso, gli atleti finiscono per “forzare” il braccio, sovraccaricando la cuffia dei rotatori e causando borsiti e tendiniti al muscolo sovraspinato.
I consigli dell’esperto per prevenire i traumi
Per evitare di rovinarsi le vacanze, il Prof. Bernetti raccomanda alcune regole d’oro:
-
Evitare l’improvvisazione: Chi è sedentario durante l’anno non dovrebbe passare improvvisamente ad ore di sport intenso sulla sabbia.
-
Esercizi propedeutici: Prima delle vacanze, integrare esercizi di rinforzo muscolare, stretching ed esercizi propriocettivi (es. afferrare un asciugamano o delle biglie con le dita dei piedi per rinforzare l’arco plantare).
-
No alle calzature ultra-piatte per lunghi tragitti: Ridurre l’uso estensivo di ciabatte infradito sottili; preferire sandali con un minimo di supporto plantare.
-
No al fai-da-te farmacologico: In caso di infortunio, fermarsi immediatamente, applicare ghiaccio e consultare un medico fisiatra o ortopedico per un’adeguata diagnosi prima di assumere antinfiammatori o sottoporsi a terapie fisiche (come le onde d’urto).





