Con il susseguirsi delle ondate di calore estive, la tentazione di sospendere completamente l’attività fisica è comune a molti appassionati di fitness e praticanti amatoriali. Tuttavia, come sottolinea il Dott. Gaetano Schettino, specialista in fisioterapia e riabilitazione nonché docente di Scienze motorie ad Agropoli (Salerno), continuare ad allenarsi durante i mesi estivi è assolutamente possibile ed apportatore di importanti benefici per la salute, a patto di praticare lo sport con consapevolezza e adattare la routine al clima.
Il caldo sottopone l’apparato cardiovascolare e termoregolatore a uno sforzo supplementare. Rispettare i limiti del proprio organismo, selezionare le fasce orarie corrette ed evidenziare l’importanza dell’idratazione diventano così le regole auree per l’allenamento estivo.
Gli orari e la gestione dell’affaticamento: l’importanza dell’ascolto
Uno degli aspetti decisivi per praticare attività fisica nei mesi caldi riguarda la pianificazione temporale della sessione. È indispensabile prediligere le prime ore del mattino o la serata, momenti in cui le temperature atmosferiche sono più miti, ed evitare rigorosamente le ore centrali della giornata, durante le quali il rischio di surriscaldamento corporeo e colpo di calore aumenta in modo esponenziale.
Accanto alla scelta dell’orario, l’esperto pone l’accento sulla capacità di autoregolazione dell’atleta:
“È fondamentale imparare ad ascoltare il proprio corpo: in presenza di stanchezza eccessiva, capogiri o malessere, è opportuno interrompere l’allenamento e recuperare”.
Idratazione, elettroliti ed errori frequenti
L’errore più diffuso tra chi fa sport d’estate è la sottovalutazione dello stato di disidratazione. L’innalzamento delle temperature incrementa la traspirazione e, con il sudore, l’organismo perde non solo acqua ma anche preziosi sali minerali essenziali per la contrazione muscolare e la funzione nervosa.
Se queste perdite non vengono rapidamente reintegrate, insorgono crampi, spossatezza, calo repentino delle prestazioni e, nei casi più severi, sindromi da calore. Un secondo errore consiste nell’affrontare sforzi ad alta intensità senza consentire al sistema cardiocircolatorio di acclimatarsi alle alte temperature.
Per praticare sport in totale sicurezza è consigliabile:
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Bere regolarmente: Assumere acqua prima, durante e al termine dell’esercizio fisico.
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Reintegrare i minerali: Utilizzare soluzioni idrosaline in caso di allenamenti prolungati o particolarmente intensi.
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Scegliere il vestiario adatto: Indossare capi leggeri, traspiranti e di colore chiaro, proteggendo il capo con un cappellino e gli occhi con occhiali da sole.
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Progressione graduale: Incrementare i carichi di lavoro in modo progressivo, intervallando le serie con pause di recupero all’ombra.
I campanelli d’allarme da non ignorare
Il corpo umano invia segnali precisi quando la tolleranza al calore o il livello di idratazione vengono superati. Sintomi quali vertigini, confusione mentale, nausea, vomito, crampi muscolari ostinati o un’improvvisa tachicardia non devono mai essere sottovalutati, in quanto indicatori di uno stress termico in fase avanzata.
In presenza di queste manifestazioni, l’attività va sospesa immediatamente, ci si deve spostare in un luogo fresco e aerato, avviare una reidratazione a piccoli sorsi e, se il malessere persiste, consultare tempestivamente un medico. Continuare a muoversi d’estate è una scelta eccellente per la salute, purché la ricerca del benessere non vada mai a scapito della sicurezza.
VADEMECUM DELLO SPORTIVO IN ESTATE
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Orari ideali: Prima delle 8:30 al mattino o dopo le 19:30 la sera; stop assoluto tra le 11:00 e le 18:00.
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Strategia di idratazione: Bere acqua ogni 15-20 minuti durante lo sforzo e integrare sodio, potassio e magnesio se l’attività supera i 45 minuti.
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Abbigliamento: Tessuti tecnici traspiranti, protezione solare e copricapo leggero.
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Stop immediato se compaiono: Capogiri, nausea, senso di svenimento, crampi o battito cardiaco fuori controllo.





