Un’operazione all’avanguardia, un’eccellenza che fa di Padova un punto di riferimento in Europa e, per la prima volta, in Italia. L’Azienda Ospedaliera di Padova ha segnato un traguardo storico nella neurochirurgia, eseguendo con successo un innovativo intervento per curare l’epilessia farmaco-resistente in un giovane paziente. L’operazione, che ha visto l’impianto di uno stimolatore epicranico, apre una nuova strada terapeutica per una patologia che colpisce in modo grave la vita di milioni di persone.
L’epilessia resistente ai farmaci rappresenta circa il 30% di tutti i casi e ha un impatto particolarmente invalidante, specialmente nei bambini, dove interferisce seriamente con lo sviluppo cognitivo e neuromotorio. In queste situazioni, quando la rimozione chirurgica del focolaio epilettogeno non è possibile, la neuromodulazione si presenta come una soluzione.
La Tecnica: Un ‘Tappetino’ di Elettrodi per Modulare il Cervello
L’intervento è stato eseguito con successo dall’équipe della UOC Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale, diretta dal professor Luca Denaro, con il professor Andrea Landi come responsabile dell’operazione. Hanno impiantato sottocute, con un fissaggio alla teca cranica, un piccolo “tappetino” di elettrodi, che viene poi collegato a uno stimolatore impiantato nel torace del paziente.
Il dispositivo, noto con la sigla Easee, agisce modulando l’attività cerebrale patologica con precisi impulsi elettrici trasmessi attraverso l’osso del cranio. L’operazione è notevolmente poco invasiva, si esegue rapidamente, presenta rischi ridotti e richiede una degenza di soli due giorni.
Risultati Sostenibili e Speranze per il Futuro
I risultati clinici, che si rendono evidenti già dopo poche settimane, sono incoraggianti. Il sistema Easee si è dimostrato in grado di ridurre le crisi di oltre il 50% nei pazienti. L’efficacia e la sicurezza del dispositivo sono già state validate in Germania, Austria e Svizzera, ma è l’Azienda Ospedaliera di Padova a essere stata scelta a livello europeo per avviare questa attività in Italia.
Questo primo intervento è una pietra miliare che dimostra il costante impegno della sanità italiana nella ricerca e nell’adozione di terapie all’avanguardia. Grazie a questa tecnologia, molti pazienti con epilessia farmaco-resistente avranno una nuova speranza per una vita migliore, con una significativa riduzione delle crisi e un miglioramento generale della qualità della vita.




