Finti medici con titoli inventati nelle biografie dei social network, farmaci scaduti o d’importazione illegale, e persino appartamenti, B&B e retrobottega di parrucchieri trasformati in cliniche clandestine prive di qualsiasi autorizzazione sanitaria. Sono le drammatiche sfaccettature dell’abusivismo nella medicina estetica illuminate dalle pagine di cronaca e confermate dai 777 controlli eseguiti nel solo 2026 dal Comando dei Carabinieri per la Salute.
A lanciare l’allarme è la FIME (Federazione Italiana Medici Estetici), che mette in guardia dai pericoli di un mercato clandestino in vertiginosa espansione. Secondo i dati della Global Survey 2024 dell’ISAPS, l’Italia occupa infatti il quarto posto al mondo per numero di procedure estetiche erogate (oltre 1,37 milioni tra interventi chirurgici e non). Un volume d’affari enorme che attrae abusivi ed esercenti privi dei necessari titoli accademici.
I rischi clinici e la falsa illusione dell’innocuità
Come sottolinea il Presidente della FIME, Nicola Zerbinati, l’errore più comune dei pazienti è quello di considerare i trattamenti iniettivi come procedure prive di complicanze:
“Erroneamente si pensa che un intervento che dura pochi minuti sia innocuo, ma non è così: una reazione allergica, un’infezione o una complicanza vascolare richiedono riconoscimento tempestivo, farmaci adeguati e competenze cliniche. Il paziente deve essere attento e valutare bene a chi si affida, senza fidarsi solo dei social o del passaparola”.
L’urgenza di tutelare i cittadini nasce anche dal moltiplicarsi di blitz delle forze dell’ordine: dai sequestri di fiale di botulino irregolari all’aeroporto di Fiumicino fino a centri abusivi smantellati da Nord a Sud, a Napoli, Palermo, Roma, Cremona e Catania.
La checklist FIME: 7 controlli prima di affidare il proprio volto
Per guidare i cittadini e distinguere la corretta pratica medica dalle trappole commerciali dei social network, la FIME ha stilato un vero e proprio vademecum in 7 punti. Come ribadito da Raffaele Rauso, vicepresidente della Federazione, fare domande al professionista è un diritto fondamentale del paziente consapevole:
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Verificare nome e cognome all’Albo: Un nickname o una bio su Instagram con la dicitura “aesthetic expert” non costituiscono un titolo abilitante. L’iscrizione del medico va sempre controllata sul registro FNOMCEO.
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Valutare la idoneità della struttura: Trattamenti medici svolti in abitazioni private, B&B, camere d’albergo o retrobottega di saloni estetici sono illegali e privi delle necessarie garanzie igienico-sanitarie e d’emergenza.
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Pretendere una visita medica preventiva: Nessuna iniezione deve avvenire senza una reale anamnesi clinica che valuti patologie, allergie, farmaci assunti ed effettiva indicazione al trattamento. Un modulo inviato via chat non ha alcun valore medico.
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Esigere un consenso informato dettagliato: Il consenso deve essere spiegato e firmato prima della procedura. Deve illustrare benefici, rischi, alternative e istruzioni post-trattamento, fornendone copia al paziente.
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Tracciabilità dei prodotti: Il paziente ha il diritto di conoscere il nome commerciale del farmaco o del filler, il lotto e la data di scadenza. La confezione deve essere aperta davanti al paziente ed è necessario farsi rilasciare il tagliando di tracciabilità.
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Gestione delle emergenze e Reperibilità: È necessario chiedere preventivamente quali presidi di emergenza siano presenti nello studio per gestire eventuali complicanze e quali siano i contatti di reperibilità diretta nelle ore successive.
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Diffidare da promozioni lampo e prezzi stracciati: Offerte “prendi 2 paghi 1”, inviti a pagare esclusivamente in contanti o l’impossibilità di ricevere fattura e cartella clinica sono chiari campanelli d’allarme.
La trappola dei “social lip filler” e il condizionamento psicologico
Oltre alla piaga dell’abusivismo, gli esperti puntano il dito contro l’impatto dei social media sulla percezione della propria immagine. L’abuso di filtri e modelli estetici omologati spinge una fascia di popolazione sempre più giovane — talvolta anche al di sotto dei 18 anni — a richiedere ritocchi labiali o facciali (i cosiddetti “social lip filler”) con aspettative poco realistiche.
Il tema del condizionamento psicologico e della tutela dei pazienti sarà uno degli argomenti centrali del Congresso Nazionale della FIME, in programma a Napoli dall’11 al 13 settembre, durante il quale esperti e società scientifiche individueranno le linee guida per contrastare la deriva commerciale della medicina estetica e riaffermarne la natura di atto medico tutelato.





