I rischi legati alla difterite non possono essere considerati un ricordo del passato o una minaccia lontana. Nelle aree del mondo in cui le coperture vaccinali sono basse o inesistenti, i patogeni continuano a circolare e possono viaggiare facilmente insieme alle persone.
A riportare l’attenzione su questa patologia è la Società Italiana di Pediatria (SIP), con le parole del Dott. Rocco Russo, coordinatore del tavolo tecnico vaccinazioni dell’associazione. Di fronte a casi di cronaca legati a complicanze da difterite, gli esperti ribadiscono un concetto fondamentale: per essere protetti non basta la prima immunizzazione, ma servono i richiami periodici per tutta la vita.
Come si trasmette la difterite e come funziona il vaccino
La difterite è un’infezione grave causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Si trasmette principalmente per contatto diretto tra individui (attraverso le goccioline salivari rilasciate con tosse e starnuti) e, più raramente, tramite oggetti contaminati dalle medesime secrezioni.
Per garantire una difesa efficace, occorre mantenere alti i livelli di anticorpi nel sangue.
[ CALENDARIO VACCINALE DIFTERITE ]
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[ PRIMO ANNO (Esavalente) ] [ ETÀ PEDIATRICA ] [ ETÀ ADULTA ]
• 3 Dosi: a 3, 5 e 11-12 mesi • Richiamo a 5 anni • Richiamo ogni 10 anni
di vita per tutta la vita
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Ciclo Primario (Primo Anno): Inizia al 60° giorno di vita con il vaccino esavalente (che protegge in una sola somministrazione da difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B ed Haemophilus influenzae b). Prevede tre dosi: a 3 mesi, 5 mesi e 11-12 mesi.
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Richiamo nell’Infanzia: È prevista una dose di richiamo a 5 anni.
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Richiami nell’Adulto: Per garantire la continuità dello “scudo” immunitario, è indispensabile effettuare un richiamo ogni 10 anni anche in età adulta.
L’importanza dei richiami: il rischio delle coperture in calo
Sebbene in Italia la copertura vaccinale in fascia pediatrica sia complessivamente buona (anche se resta l’obiettivo di superare la soglia di sicurezza del 95%), il punto critico riguarda gli adulti e chi dimentica i richiami decennali.
“Non basta soltanto vaccinarsi,” avverte il Dott. Russo. “Sono stati segnalati casi di soggetti vaccinati in età pediatrica che non hanno effettuato i richiami e hanno contratto l’infezione. Serve mantenere alti i livelli anticorpali nel tempo.”
“Vittima del proprio successo”: lo scudo invisibile della prevenzione
Quando si verifica un caso grave o fatale di difterite, l’allarme mediatico è inevitabile. Tuttavia, la medicina sottolinea il lavoro silenzioso svolto dalla profilassi di massa.
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Migliaia di casi evitati: Ogni giorno tantissimi bambini vaccinati entrano in contatto con il batterio senza sviluppare la malattia e senza fare clamore.
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La trappola della percezione: Proprio perché le vaccinazioni hanno reso rari questi eventi drammatici, la percezione del pericolo diminuisce, portando erroneamente a sottovalutare l’importanza dell’immunizzazione.
Lo sportello d’ascolto per le famiglie
Per rispondere a dubbi, perplessità e timori dei genitori con informazioni rigorose e scientificamente validate, la Società Italiana di Pediatria ha messo a disposizione una linea telefonica dedicata (389 4945150), attiva tutti i mercoledì dalle 15:00 alle 17:00. Un’iniziativa pensata per accompagnare le famiglie verso scelte di salute libere, trasparenti e consapevoli.





