Un’infiammazione cutanea intensa accompagnata da una dolorosa sensazione di bruciore: è il sintomo guida dell’Herpes Zoster, l’infezione da cui deriva il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio. Si stima che circa un over 50 su dieci affronti almeno un episodio di questa patologia nell’arco della vita, con un impatto fortemente debilitante in termini di dolore e complicanze.
A fare il punto sulla malattia, sulle cause della sua riattivazione e sugli strumenti di prevenzione sono gli esperti di “Dottore ma è vero che…?”, la piattaforma anti-bufale della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri).
Origine del Nome e Sintomi della Patologia
L’associazione storica con Sant’Antonio Abate (251-356 d.C.) nasce dalla tradizione legata all’eremita egiziano, che per resistere alle tentazioni nel deserto riportò gravi e dolorose ustioni sul corpo.
Il virus colpisce le terminazioni nervose provocando l’eruzione di vescicole pruriginose e dolenti, localizzate di norma su un solo lato del torace o dell’addome. I sintomi principali e le complicanze comprendono:
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Fase acuta (2-4 settimane): Dolori intensi, bruciore, prurito, febbre, cefalea, senso di affaticamento e formicolio.
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Rischio cicatrice: La rottura prematura delle vescicole piene di liquido può lasciare lesioni permanenti sulla pelle.
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Nevralgia posterpetica: La complicanza più severa, caratterizzata da dolori e ipersensibilità cutanea acuta che possono persistere per mesi dopo la scomparsa delle macchie.
Dal Virus della Varicella alla Riattivazione
Chi ha contratto la varicella durante l’infanzia conserva il virus latente all’interno dei gangli del sistema nervoso per tutta la vita. Tuttavia, non tutti coloro che hanno avuto la varicella svilupperanno il fuoco di Sant’Antonio.
[ IL MECCANISMO DELL'HERPES ZOSTER ]
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[ VARICELLA INFANTILE ] [ LATENZA NEI GANGLI ] [ RIATTIVAZIONE ]
Contatto con il virus Il virus rimane silente Scatenata da calo immunitario,
in età pediatrica nel sistema nervoso età avanzata o stress
La riattivazione virale è determinata principalmente da una riduzione delle difese immunitarie dovuta a:
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Invecchiamento fisiologico (immunosenescenza).
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Stress fisico o emotivo prolungato.
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Presenza di patologie concomitanti (es. HIV, diabete di tipo 2, BPCO, malattie cardiovascolari).
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Terapie con corticosteroidi, chemioterapia o trapianti d’organo/midollo.
Vaccinazione: Efficacia, Sicurezza e Gratuità
L’incidenza e il rischio di complicazioni tra i soggetti sani con meno di 50 anni risultano trascurabili. Per le fasce di popolazione più esposte, la prevenzione vaccinale rappresenta invece lo strumento principale per contenere i sintomi ed evitare recidive.
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Efficacia clinica: Il vaccino ricombinante Shingrix mostra un’efficacia superiore al 90% negli over 50 e compresa tra il 70% e il 90% nei soggetti fragili a partire dai 18 anni, mantenendo una protezione elevata a 5 anni dalla somministrazione.
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Offerta sanitaria: Il Ministero della Salute raccomanda e offre gratuitamente la vaccinazione a tutti i cittadini al compimento del 65° anno di età e alle categorie fragili per patologia.
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Indicazioni per i giovani: Sotto i 50 anni il vaccino è indicato unicamente in presenza di specifici fattori di rischio valutati dal medico di medicina generale.
Contagio e Falsi Miti
Come tutti i virus della famiglia erpetica, lo Zoster è contagioso, ma il contagio non avviene per via aerea. Il virus si trasmette esclusivamente tramite il contatto diretto con il liquido contenuto nelle vescicole.
Di conseguenza, per proteggere i familiari conviventi anziani o fragili non occorre vaccinare i soggetti sani che ne vengono a contatto, ma è sufficiente evitare di condividere biancheria, indumenti od oggetti personali, mantenendo un appropriato isolamento fino alla completa crostificazione delle lesioni.





