Smettere di fumare è da sempre uno dei consigli primari rivolti ai pazienti con diabete di tipo 2, ma fino a oggi sono mancate linee guida cliniche organiche e specifiche per gestire questo percorso in modo sicuro ed efficace. A colmare questo vuoto è una nuova guida internazionale promossa e coordinata dal CoEHAR (Centro di Eccellenza per la Riduzione del Danno) dell’Università degli Studi di Catania.
L’iniziativa ha riunito 35 specialisti provenienti da 13 Paesi e cinque continenti, riuniti nel DiaSmokeFree Working Group. Il lavoro, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Diabetes Research and Clinical Practice, ha portato all’elaborazione di 34 raccomandazioni cliniche basate sulle evidenze.
“Trasformiamo il semplice ‘dovresti smettere di fumare’ in un vero e proprio percorso clinico strutturato, pensato per una popolazione ad alto rischio trascurata per troppo tempo,” dichiara il Prof. Riccardo Polosa, ideatore e coordinatore del progetto.
I Rischi della Cessazione “Fai-da-Te” nel Paziente Diabetico
Il fumo amplifica in modo esponenziale il rischio di complicanze cardiovascolari, cerebrovascolari e renali nei soggetti diabetici. Tuttavia, interrompere l’uso di tabacco in modo improvviso e senza monitoraggio può provocare alterazioni nel breve periodo:
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Variazioni del controllo glicemico e possibili sbalzi metabolici.
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Aumento del peso corporeo.
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Modifiche nel metabolismo di alcuni farmaci ipoglicemizzanti o cardiovascolari.
Per queste ragioni, la cessazione del fumo non deve essere considerata un banale suggerimento comportamentale, ma una terapia medica integrata da seguire passo dopo passo.
Le Principali Indicazioni della Guida Clinica
Le 34 raccomandazioni elaborate dal team di esperti tracciano un percorso chiaro che spazia dalla terapia farmacologica al supporto psicologico:
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Integrazione di Routine: Considerare lo stop al fumo come una componente essenziale e standard della gestione del diabete di tipo 2 all’interno dei centri specialistici.
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Trattamento Farmacologico di Prima Linea: Offrire la vareniclina ove disponibile, valutando l’uso della terapia sostitutiva della nicotina (NRT) o del bupropione nei casi appropriati.
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Supporto Comportamentale: Associare sempre alla terapia farmacologica un affiancamento psicologico-comportamentale strutturato e continuativo.
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Monitoraggio Precoce: Programmare visite di controllo ravvicinate (in particolare a due e quattro settimane dalla sospensione) per monitorare parametri metabolici, peso, pressione arteriosa e adeguare la terapia farmacologica.
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Percorsi Multidisciplinari: Creare corsi e referral dedicati nei servizi diabetologici territoriali.
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Ricerca sulle Nuove Strategie: Approfondire l’efficacia di strumenti emergenti come i farmaci agonisti del recettore GLP-1, le sigarette elettroniche e i supporti digitali, per i quali sono attesi ulteriori studi prima di formulare indicazioni definitive.
Come sottolineato dal Prof. Giovanni Li Volti, direttore del CoEHAR, il prossimo obiettivo primario dell’associazione sarà promuovere l’adozione immediata di questo protocollo nei percorsi assistenziali e nelle linee guida sanitarie nazionali e internazionali.




