La violenza di genere continua a essere una delle problematiche più gravi della nostra società, un fenomeno che si manifesta in molteplici forme, spesso invisibili agli occhi di chi non ne è direttamente coinvolto. Un evento promosso da Meteonlus nella “Sala caduti di Nassirya” una testimonianza particolarmente toccante ha messo in luce l’importanza del supporto offerto dalle
farmacie nella lotta contro la violenza sulle donne.
Un’esperienza di vita trasformata in impegno sociale
Durante il suo intervento, la Dottoressa Angela Margiotta , Presidente Associazione Farmaciste Insieme, ha raccontato la sua esperienza personale di violenza domestica, sottolineando come la violenza non sia legata alla cultura o alla classe sociale.
“Ero sposata con un medico”, ha affermato, “e nonostante ciò, io e le mie figlie abbiamo vissuto per anni nel terrore. L’unico sentimento presente nella mia casa era la paura. C’è necessità di marcare che per violenza non intendiamo solo quella fisica, evidente e che fa più rumore, violenza è anche quella verbale, psicologica o economica. Queste tipologie, spesso sottovalutate, diventano dannose proprio perchè più subdole e invisibili. La testimonianza che ho riportato vuole soprattutto essere un punto di riferimento per le donne che subiscono violenza e tacciono. La mia fortuna è stata quella di non essere sola in questa disavventura, supportata dalle mie due splendide figlie che mi hanno dato il coraggio di superare la paura del silenzio e mi hanno spinta a testimoniare. E il motore che mi ha donato nuova vita per superare questo baratro che si era creato è stato senza dubbio l’apporto della rete costruita con Farmaciste insieme, che al mio fianco non smettono mai di lottare.”.
Di fronte a questa realtà, la decisione di separarsi è stata il primo passo per riconquistare la libertà e trasformare un momento difficile in un’opportunità per aiutare altre donne. Da qui è nato il Progetto Mimosa, un’iniziativa patrocinata da Fofi, Federfarma, Fondazione Cannavò e Fenagifar che vede il coinvolgimento attivo delle farmacie per supportare le vittime di violenza, offrendo loro un luogo sicuro e strumenti concreti per chiedere aiuto.
Le farmacie come punto di riferimento per le vittime
Uno degli aspetti più significativi dell’intervento è stato il riconoscimento del ruolo fondamentale delle farmacie come presidi di supporto e ascolto per le vittime di violenza. “Le farmacie, i farmacisti e le farmaciste possono fare la differenza”, ha ribadito la Dottoressa Margiotta, “perché rappresentano un luogo accessibile, inclusivo e pronto ad accogliere chi ha bisogno di aiuto”.
Spesso, chi subisce violenza non ha la consapevolezza immediata di trovarsi in una situazione di abuso. Ecco perché iniziative come il Progetto Mimosa diventano essenziali per offrire informazione e sostegno in un ambiente sicuro e discreto.
La lotta al Revenge Porn: una nuova sfida sociale
L’intervento si è poi soffermato su un’altra forma di violenza sempre più diffusa nell’era digitale: il revenge porn. “Quando Giorgia mi ha parlato di questo fenomeno, sono rimasta sbalordita”, ha ammesso la Dottoressa Margiotta. Nonostante il suo lungo impegno nella lotta alla violenza, ha riconosciuto quanto fosse difficile comprendere appieno la portata e le conseguenze devastanti di questa pratica.
Il revenge porn – la diffusione non consensuale di immagini intime – è una forma di abuso psicologico che può avere ripercussioni gravissime sulla vita delle vittime, esponendole a umiliazioni, isolamento sociale e danni psicologici profondi. Per questo motivo, l’integrazione di campagne di sensibilizzazione nelle farmacie diventa un passo cruciale per contrastare questo fenomeno e fornire supporto a chi ne è vittima.
Un impegno collettivo per il cambiamento.
L’intervento si è concluso con un messaggio di speranza e con un appello alla collaborazione. Il coinvolgimento delle farmacie nella lotta contro la violenza di genere e il revenge porn rappresenta un esempio concreto di come la società possa fare rete per proteggere i più vulnerabili.
“Mi auguro che sempre più farmacie possano aderire a questo progetto e che sempre più persone, giovani e adulti, possano trovare il coraggio di chiedere aiuto”, ha terminato la Dottoressa Margiotta.
Contrastare la violenza in tutte le sue forme richiede un’azione collettiva, un cambiamento culturale e una maggiore consapevolezza. Le farmacie, grazie alla loro presenza capillare sul territorio, possono diventare un punto di riferimento fondamentale per offrire ascolto, sostegno e strumenti concreti per aiutare le vittime a riprendere in mano la propria vita.





