In Italia l’eccesso ponderale riguarda ormai il 43% della popolazione adulta (quasi uno su due) e l’obesità conclamata sfiora il 10%. Ciononostante, meno della metà delle persone in sovrappeso o affette da obesità riferisce di aver ricevuto dal proprio medico di medicina generale o da uno specialista indicazioni cliniche dirette per il controllo del peso.
È la fotografia scattata dagli ultimi dati della sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), presentati da Valentina Minardi (ricercatrice del Cnapps dell’ISS) durante il Congresso Nazionale della Società Italiana dell’Obesità (SIO).
I dati confermano che il fenomeno tende ad aumentare con l’avanzare dell’età e colpisce in modo sproporzionato le fasce di popolazione caratterizzate da minore livello di istruzione e maggiori difficoltà socio-economiche. A livello geografico, le regioni del Mezzogiorno registrano le prevalenze più elevate: il Sud rimane l’area più colpita e in Campania si supera la soglia critica del 50% di cittadini in eccesso di peso.
Il Ruolo Decisivo del Consiglio Medico e il Nodo delle Disuguaglianze
Un aspetto particolarmente critico evidenziato dall’indagine riguarda la scarsa frequenza con cui gli operatori sanitari affrontano il tema del peso con i propri assistiti, nonostante le evidenze scientifiche dimostrino che il consiglio medico rappresenti lo stimolo principale per l’adozione di stili di vita salutari e la ricerca di percorsi di cura strutturati.
“I dati confermano un fenomeno sostanzialmente stabile nel tempo, ma mostrano il persistere di importanti disuguaglianze,” spiega Valentina Minardi dell’ISS. “Le disuguaglianze sociali e territoriali dimostrano che non si può lasciare al singolo cittadino la responsabilità di trovare da solo una risposta.”
Dalla Legge 149 al Percorso di Cura: la Svolta Normativa
Con la Legge 149 del 2025, l’Italia è stata tra i primi Paesi a livello internazionale a riconoscere ufficialmente l’obesità come una malattia cronica, progressiva e recidivante. Come evidenziato dall’onorevole Roberto Pella (promotore del provvedimento), questo passaggio legislativo ha aperto la strada a un nuovo approccio di sanità pubblica che richiede prevenzione, diagnosi precoce, presa in carico e terapie adeguate.
[ IL NUOVO PARADIGMA DELLA LEGGE 149/2025 ]
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[ MALATTIA CRONICA ] [ PRESA IN CARICO SSN ] [ EQUITÀ TERRITORIALE ]
Superamento dello Percorsi diagnostici e Accesso omogeneo alle cure
stigma estetico terapeutici (PDTA) indipendentemente dal reddito
“Abbiamo finalmente riconosciuto per legge l’obesità come patologia, ma dobbiamo ancora imparare a intercettarla e prenderla in carico come tale,” rimarca Silvio Buscemi, presidente della SIO. “Le opzioni farmacologiche e chirurgiche stanno cambiando rapidamente[cite: 1]. Ora viene la parte più complessa: fare in modo che la persona affetta da obesità venga riconosciuta come paziente, intercettata dal sistema sanitario e accompagnata in un percorso clinico appropriato, indipendentemente dalla regione in cui risiede e dalle sue disponibilità economiche[cite: 1].”
Un’Emergenza da Affrontare con la Multidisciplinarietà
Garantire un’assistenza omogenea sul territorio nazionale richiede la creazione di una rete integrata tra medici di medicina generale, endocrinologi, nutrizionisti, psicologi e chirurghi bariatrici.
Trasformare il dettato della Legge 149 in percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) operativi rappresenta la sfida prioritaria per il Servizio Sanitario Nazionale, affinché la prevenzione primaria e l’accesso alle nuove terapie di precisione non rimangano un privilegio riservato a pochi, ma diventino un diritto garantito a tutti i cittadini





