In occasione della Giornata Mondiale della Meningite (5 ottobre), l’attenzione globale torna su una malattia che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce ancora “devastante”, caratterizzata da un alto tasso di mortalità e dalla capacità di determinare “gravi conseguenze a lungo termine”. L’obiettivo ambizioso dell’OMS è sconfiggere la meningite entro il 2030, ma la strada è complessa e richiede uno sforzo congiunto di prevenzione e consapevolezza.
A preoccupare maggiormente è la meningite batterica, la forma più pericolosa: a livello globale, circa 1 persona su 6 che la contrae muore, e 1 su 5 presenta gravi complicazioni che possono lasciare tracce permanenti. Contro questo nemico, ribadisce l’OMS, l’arma più efficace e sicura resta la vaccinazione.
La Situazione Italiana: Crescita dei Casi e Fasce d’Età a Rischio
I dati italiani, raccolti dal report ‘Sorveglianza nazionale delle malattie batteriche invasive 2021-2023’ dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), confermano la necessità di mantenere alta la guardia.
Nel triennio analizzato, i casi di malattia invasiva da meningococco hanno mostrato una preoccupante tendenza all’aumento:
- 2021: 26 casi
- 2022: 57 casi
- 2023: 85 casi
L’incidenza della malattia si è confermata maggiore nei bambini con meno di 1 anno (2,54 casi per 100.000 abitanti nel 2023). Tuttavia, un dato che richiede grande attenzione è quello relativo ai giovani adulti (15-24 anni), che rappresentano la seconda fascia d’età più colpita (0,34/100.000).
In particolare, in questa fascia giovanile, la proporzione dei casi di meningite da sierogruppo B si è mantenuta elevata in tutti e tre gli anni, evidenziando una vulnerabilità specifica in un segmento di popolazione molto attivo socialmente.
Un Tasso di Mortalità allarmante: Il Ruolo del Sierogruppo B
La meningite batterica è tristemente nota per la sua rapidità d’azione, potendo portare al decesso in sole 24 ore dalla comparsa dei sintomi. I dati di mortalità in Italia nel 2023 sono un monito severo.
Su 85 casi segnalati, si sono registrati 6 decessi. Tra i casi fatali, ben 4 sono stati causati da ceppi di meningococco di sierogruppo B. Di questi, due decessi sono avvenuti nella fascia d’età 15-24 anni e due in quella 25-64 anni. Gli altri due decessi erano riconducibili ai sierogruppi W e Y.
Questi numeri sottolineano l’importanza della tipizzazione sierogruppale, un’attività di sorveglianza che l’Italia ha progressivamente migliorato: la percentuale di casi per cui non era disponibile l’informazione relativa al sierogruppo capsulare è scesa dal 31% del 2021 al 9% nel 2023. Migliore è la conoscenza del ceppo, più mirate ed efficaci possono essere le strategie vaccinali e terapeutiche.
Sintomi, Rischi e L’Urgenza di Agire
La meningite è l’infiammazione dei tessuti (meningi) che circondano il cervello e il midollo spinale. Sebbene possa essere causata da diversi microrganismi (batteri, virus, funghi), la forma batterica è quella che impone la massima allerta, come tristemente testimoniato anche da recenti casi di cronaca, come il decesso di un bambino di 3 anni per meningite B a Bari.
I sintomi più comuni e che devono portare a richiedere cure mediche immediate sono:
- Rigidità del collo
- Febbre
- Stato mentale alterato o confusione
- Mal di testa
- Nausea e vomito
Poiché la clinica può variare in base alla causa e al decorso (che può includere anche sepsi/batteriemia), la tempestività della diagnosi e del trattamento è cruciale. La vaccinazione rimane il mezzo più potente a disposizione della sanità pubblica per fornire una protezione duratura e ridurre l’incidenza di questa malattia “devastante”, garantendo un passo in avanti verso l’obiettivo globale di eliminarla come minaccia per la salute entro la fine del decennio.





