Organizzare un viaggio, quando si convive con la SLA, non è una semplice scelta di piacere: è spesso un’impresa logistica titanica, fatta di mesi di telefonate, verifiche di accessibilità, pianificazioni serrate e, inevitabilmente, tante rinunce. Proprio per abbattere queste barriere invisibili, l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (AISLA) ha trasformato un sogno in realtà, inaugurando a Savona la “Casa di Silvia”. Non è solo un appartamento, ma il primo progetto nazionale di ospitalità accessibile, pensato per restituire alle famiglie il diritto più fondamentale di tutti: quello di poter dire, con naturalezza, “andiamo in vacanza”.
Un luogo nato dall’amore
La storia della Casa di Silvia affonda le radici in un gesto di profonda generosità. Pino Codispoti, papà di Silvia, ha scelto di donare la casa di famiglia ad AISLA con un obiettivo preciso: fare in modo che quegli spazi, vissuti con amore, continuassero a essere un luogo di vita anche dopo la scomparsa della figlia. Trasformare il dolore in un’opportunità per gli altri è stata la missione che ha guidato questa donazione. “Sapere che queste stanze si riempiranno di voci, di speranza e di nuovi ricordi ci rende profondamente felici”, testimonia Pino. Ed è proprio questo spirito di accoglienza a rendere la casa, situata in via Milano, un presidio di inclusione unico in Italia.
Progettata per la libertà
La struttura è stata ristrutturata e allestita in tempi record — poco più di tre mesi — per rispondere a ogni specifica esigenza di chi convive con la SLA. Non mancano gli ausili fondamentali per affrontare il soggiorno in sicurezza: letti articolati, sollevatori, bagni attrezzati e rampe mobili. Ogni dettaglio è pensato per togliere di dosso alla famiglia il peso dell’organizzazione quotidiana, permettendo di concentrarsi solo su ciò che conta: la vicinanza, il riposo e la possibilità di vivere il territorio con serenità. La posizione non è casuale: la vicinanza allo “Scaletto Senza Scalini”, il celebre modello di spiaggia inclusiva di Savona, permette agli ospiti di godere del mare senza che la disabilità diventi un limite invalicabile.
Un bene comune
Il servizio è completamente gratuito ed è riservato ai soci AISLA, che potranno usufruire dello spazio per periodi di sollievo, per affrontare terapie o semplicemente per concedersi una pausa lontano dalla routine imposta dalla malattia. Il successo di questo progetto è il frutto di una vera catena di solidarietà: dalle sezioni territoriali dell’associazione alla Fondazione Vismara, passando per la Fondazione Vialli e Mauro e altre realtà che hanno scelto di credere in questa visione.
Come sottolinea Vincenzo Soverino, consigliere nazionale AISLA, una casa può essere fatta di muri, ma diventa davvero “casa” solo quando una comunità intera decide di costruirla insieme. La famiglia Maggiani, che ha avuto l’onore di varcare per prima la soglia della struttura, riassume perfettamente il significato di questo traguardo: “Per noi non è solo un viaggio. È un pezzo di vita che ci viene restituito”. La Casa di Silvia è, a tutti gli effetti, un investimento concreto nella qualità dell’esistenza, un piccolo, grande spazio di libertà che dimostra come, quando si uniscono le forze, anche le sfide più complesse possono diventare un’opportunità di speranza.




