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La dermatite atopica rende insicuri

La dermatite atopica non è una malattia grave eppure, a causa della sua visibilità, conduce la persona che ne è affetta verso uno stigma sociale che può danneggiare la qualità della sua vita.

Non infettiva ma legata all’esposizione cronica dello stress, la dermatite atopica si sviluppa per una barriera cutanea difettosa per cui gli allergeni raggiungono l’organismo.

Altri fattori legati all’insorgere della patologia sono l’alimentazione e la respirazione.

Anche gli agenti esterni svolgono la loro parte, per esempio, la troppa umidità oppure un clima troppo rigido, che risultano generalmente mal tollerati dall’organismo.

La dermatite atopica può insorgere a tutte le età.

I dati rilevano un aumento della patologia in tutto il mondo, tanto che si registra lo scatenarsi della patologia su un bambino su cinque, per poi migliorare (fino anche a scomparire) entro il periodo scolare.

L’ Associazione Psoriasici Italiani e Amici della Fondazione Corazza  pubblica un sondaggio che esplica la condizione psicologica di chi soffre di dermatite, una condizione caratterizzata da insonnia, insicurezza e isolamento sociale.

Sono in molti a cercare di nasconderla pur non essendo infettiva né contagiosa.

Il fattore insopportabile, per la maggioranza delle persone con dermatite atopica, è il prurito, così intenso da alterare i ritmi sonno- veglia.

Essendo una malattia infiammatoria cronica può iniziare durante l’infanzia ma in molti casi scompare raggiunti i 10-12 anni.

Può esordire anche nell’adulto.

La pelle di chi ha questa patologia è ruvida e, nella fase acuta, presenta chiazze di eczema in determinate aree quali il cuoio capelluto, il viso, collo, décolleté, pieghe di gomiti o ginocchia, mani e piedi.

Le terapie a disposizione sono molte ed efficaci.

All’inizio si comincia con una “terapia d’urto” per spegnere l’infiammazione.

I controlli periodici servono a valutare la risposta al farmaco ed eventuali effetti collaterali.

Casi meno gravi necessitano di semplici creme antinfiammatorie a base di cortisonici o di inibitori della calcineurina (tacrolimus e pimecrolimus) da applicare direttamente sulla pelle.

La terapia sistemica, per bocca o iniezione, si utilizza invece quando i sintomi sono molto gravi, come il prurito forte che disturba le ore di sonno oppure quando ad essere colpite sono le parti del corpo delicate, come viso e genitali.

Per rafforzare i risultati raggiunti può essere utile la fototerapia, la dermatite atopica, infatti, migliora in molti casi d’estate, grazie ai benefici dei raggi solari.

 

 

 

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