Cantare in coro: la terapia per l’afasia post ictus

Cantare in coro sta diventando uno strumento riabilitativo di interesse perché grazie al suo impiego la ricerca ottiene importanti risultati comunicativi e di relazione, che sostengono le terapie per le afasie post ictus.

Cantare in coro si connota come un’attività atta a migliorare le condizioni psicologiche di chi è stato colpito da ictus e che si trova ad affrontare forme di afasia.

Brain Communication ha pubblicato, di recente una ricerca condotta all’Università di Helsinki pubblicata su Brain Communications che conferma la validità di una terapia riabilitativa basata sul cantare in coro.

Stando alle statistiche pubblicate dalla ricerca finlandese, tra i sopravvissuti all’ictus, il 35% soffre di afasia.

L’afasia è la perdita debilitante dell’elaborazione linguistica e delle capacità di produzione, anche 1 anno dopo l’ictus e necessita di un percorso di logopedia.

cantare in coro

Nonostante le menomazioni nella produzione del linguaggio, un’osservazione classica in neurologia è stata la relativa conservazione della capacità di cantare nei pazienti afasici.

“Sebbene la base neurale per il canto nell’afasia cronica post-ictus rimanga sfuggente” scrivono i ricercatori, le prove esistenti suggeriscono che il canto potrebbe servire come strumento terapeutico per promuovere il recupero del linguaggio. 

In pazienti afasici non fluenti, alcuni studi hanno evidenziato il potenziale del cantare in coro per migliorare la produzione di materiale verbale, specialmente se prodotto seguendo un modello uditivo.

cantare in coro

La ricerca finnica elabora la sua discussione da una teoria, un assunto principale, ovvero quello che in caso di afasia il senso del ritmo e la capacità di cantare rimangono invariati.

Un campione di 40 persone con afasia cronica è stato preso in esame per circa 9 mesi, intraprendendo un percorso di canto seguito da una persona.

Lo studio ha concluso che i pazienti coinvolti nel cantare in coro, riscontrassero evidenti miglioramenti nel discorso spontaneo.

Cantare in coro è uno strumento del campo più vasto della musicoterapia che si avvale di una serie di benefici linguistici ed emotivi.

Cantare in coro, infatti, non solo riesce ad attivare varie zone del cervello, diverse aree cerebrali, quindi, legate alla memoria e all’attenzione, ma tende a produrre un forte effetto antidepressivo attivando un buon flusso emotivo, migliorando, quindi, il tono dell’umore.

Attività di gruppo, cantare in coro, è senz’altro una branca dello studio in fase di sviluppo, ma offre un buon ventaglio di possibili evoluzioni in chiave di terapia riabilitativa per la cura delle forme di afasia post ictus.

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