Negli ultimi anni, il rapporto tra gli anziani e il mondo digitale ha subito una trasformazione significativa, accelerata dalla pandemia da Covid-19. Se prima dell’emergenza sanitaria molti over 65 guardavano con diffidenza alla tecnologia, la necessità di restare connessi con familiari, servizi sanitari e attività quotidiane ha spinto una parte di loro a fare un vero e proprio salto nel futuro. Dalla spesa online alle videochiamate, dai servizi bancari digitali alla telemedicina, il lockdown ha rappresentato un banco di prova per l’inclusione digitale della popolazione più anziana.
Ma cosa è successo dopo la fine dell’emergenza? La digitalizzazione forzata è stata un fenomeno temporaneo o ha lasciato un segno duraturo? Uno studio longitudinale condotto dall’Università Cattolica e finanziato dalla Fondazione Cariplo ha cercato di rispondere a questa domanda, analizzando il comportamento digitale degli anziani residenti nel Lodigiano, una delle aree più colpite dal Covid nel 2020.
Tre Tipologie di Anziani Digitali
Il progetto ILQA-19 (‘The Longitudinal Study on Older People’s Quality of Life During the Covid-19 Pandemic’) ha individuato tre categorie di utenti digitali tra i 65 e gli 80 anni:
- Gli anziani digitali rinforzati – Già esperti nell’uso delle tecnologie prima della pandemia, hanno ulteriormente potenziato le proprie competenze digitali, integrando stabilmente strumenti digitali nella loro quotidianità.
- Gli anziani digitali resilienti – Durante l’emergenza sanitaria hanno appreso nuove competenze, ma una volta superata la crisi hanno selezionato i servizi da mantenere, abbandonando quelli ritenuti meno utili.
- Gli anziani digitali resistenti – Sono rimasti estranei al mondo digitale anche durante il lockdown, affidandosi prevalentemente al supporto della rete familiare per le proprie necessità.
Lo studio, basato su interviste a un panel di 40 anziani residenti in dieci borghi della provincia di Lodi, ha evidenziato come la pandemia abbia contribuito a ridurre il divario digitale per alcuni, ma non per tutti. Se da un lato è aumentata l’inclusione tecnologica, dall’altro permangono ostacoli legati a competenze, abitudini e supporto sociale.
L’indagine rappresenta un punto di partenza per comprendere come favorire un invecchiamento attivo in una società sempre più digitale, puntando su formazione, accessibilità e supporto personalizzato per le diverse fasce della popolazione anziana.




