Una firma, tante mani. Una firma, un segnale forte. Oggi nella Sala Stampa della Camera dei Deputati è stato sottoscritto un importante Protocollo d’Intesa tra il Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e le principali sigle del mondo farmaceutico – Farmaciste Insieme, FOFI, Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite – per rilanciare il Progetto Mimosa, iniziativa nata dieci anni fa e oggi più che mai attuale.
“La lotta alla violenza contro le donne è una priorità assoluta”, ha dichiarato la ministra Eugenia Roccella, sottolineando l’importanza del coinvolgimento della società civile: “Abbiamo messo in campo leggi, risorse e formazione, ma nessuna legge può bastare senza un cambiamento culturale profondo. Le farmacie, grazie alla loro capillarità e al rapporto di fiducia che instaurano con i cittadini, possono essere presidi preziosi per intercettare i segnali di disagio e orientare le donne verso gli strumenti di aiuto disponibili”.
Il protocollo è stato fortemente voluto e promosso dall’on. Marta Schifone, farmacista e deputata di Fratelli d’Italia: “Come farmacista ho sempre creduto nella farmacia come presidio di prossimità umana. Questo accordo sancisce ufficialmente il ruolo delle farmacie come baluardi di ascolto, supporto e orientamento per le donne vittime di violenza. Solo con un’azione collettiva possiamo fare davvero la differenza.”
A firmare l’intesa, tra gli altri, anche il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ha evidenziato il valore sociale delle farmacie, soprattutto nei territori più isolati, e il ruolo strategico del Progetto Mimosa, definito “un presidio di ascolto sicuro per le donne in difficoltà”.
Al centro dell’iniziativa, proprio il Progetto Mimosa, nato dall’impegno dell’associazione Farmaciste Insieme e della sua presidente Angela Margiotta, che ha dichiarato: “Oggi il simbolo del progetto cambia: da una donna sofferente a una donna sorridente. La farmacia unita può davvero fare la differenza. È tempo di un cambiamento culturale, e siamo pronti a guidarlo con determinazione e umanità.”. Da ricordare che il progetto ha trovato nel tempo sostegno e risonanza anche grazie al contributo professionale del dottor Pasquale Caiazza, che con la sua agenzia di comunicazione Farmad+ segue da oltre due anni le attività dell’Associazione, curandone la comunicazione e contribuendo alla diffusione del messaggio con efficacia e sensibilità.
Il progetto prevede la formazione dei farmacisti per riconoscere i segnali di violenza, offrire ascolto e indirizzare le donne al numero verde 1522, attivo 24 ore su 24. La farmacia diventa così molto più di un luogo sanitario: si fa rifugio, presidio sociale, alleato silenzioso e presente.
Il Presidente di Federfarma, Marco Cossolo, ha sottolineato che “su quattro milioni di persone che ogni giorno entrano in farmacia, il 75% sono donne: questo dato ci affida una responsabilità enorme. Le farmacie sono un’infrastruttura capillare fatta di professionisti, e con questo protocollo diventano anche punti di riferimento umano.”
Andrea Mandelli, presidente della FOFI, ha ribadito il ruolo dei farmacisti come “interlocutori privilegiati dei bisogni della collettività, anche nei momenti più difficili della vita”, mentre Luca Pieri, presidente di ASSOFARM, ha aggiunto: “Le farmacie comunali sono da sempre in prima linea, e oggi rafforzano ancora di più la loro vocazione sociale”.
Una rete più ampia, un messaggio chiaro: “Non sei sola”
Non è solo una firma su un foglio: è una rete che si allarga. È un messaggio che arriva chiaro alle donne che vivono nell’ombra della paura: non siete sole. Il nuovo protocollo è un patto tra Stato, istituzioni e società civile. Una risposta corale a un’emergenza che non può più essere ignorata.
Un esempio di alleanza virtuosa, come l’ha definita la ministra Roccella, “tra chi governa e chi ogni giorno è a contatto con le persone, pronto a cogliere quel segnale spesso silenzioso ma disperato che può salvare una vita.”
Il Progetto Mimosa oggi rinasce, più forte e strutturato, pronto a trasformare ogni farmacia in un presidio di ascolto, ogni farmacista in una sentinella del rispetto, ogni paziente in una persona che può trovare protezione e orientamento.
Perché la violenza non è un fatto privato. È un problema pubblico. E oggi, finalmente, ha un presidio in più.





