Filosofia del viaggio: il potere della scoperta

La filosofia del viaggio affonda le sue radici nella più classica cultura greca e la poesia francese di Baudelaire, la navigatio vitae come concetto classico e come esperienza estetizzante e cognitiva.

Remo Bodei è stato tra i massimi esperti delle filosofie dell’idealismo classico tedesco e dell’età romantica, si è occupato anche di pensiero utopico e di forme della temporalità nel mondo moderno, incluso il tema del viaggio e della filosofia del viaggio. 

Secondo le parole di Bodei il viaggio: “E’ sempre una metamorfosi che evita la banalità del quotidiano: viaggiare è uscire fuori da sè stessi per ritrovarsi in maniera diversa”.

La filosofia del viaggio si estende fino alla ricerca scientifica contemporanea, incontrando il parere e l’esperienza dello psicologo Adam Galinsky che in un recente studio sugli studenti MBA, ha riscontrato come l’esperienza del viaggio aumentasse i livelli di apprendimento e l’integrazione del loro pensiero e, in modo più tangibile, portando a più offerte di lavoro per questi ragazzi.

Gli studi hanno altresì dimostrato che quando le persone sono in grado di integrare più culture nella propria identità, è più probabile che diventino imprenditori e che abbiano tassi di promozione più rapidi.

In sostanza, senza distanziarsi molto dai principi della filosofia del viaggio, lo psicologo ha asserito che viaggiare richiede l’interazione con nuove persone, presupposto che aiuta le nostre reti a diversificarsi: diventiamo più abili nello sviluppare più contatti sociali. 

filosofia del viaggio

Viaggiare, allora, così come rammenta la filosofia del viaggio, ci immette in un canale di comunicazione e apertura verso gli altri e il mondo, aiutandoci a superare ciò che definiamo come paure personali e incertezze.

A guadagnarci è il nostro equilibrio, sia mentale che fisico.

Allontanarsi dalle responsabilità della vita quotidiana è un toccasana per la mente che, uscendo dalla routine, acquisisce nuove abilità ed esperienze.

filosofia del viaggio

I benefici del viaggio riguardano, dunque, la psiche ma sono noti anche effetti positivi sullo stato di salute generale della persona.

Il cuore rallenta, l’umore migliora, il viaggio, generalizzando, apporta benefici all’organismo tutto, prevenendo addirittura disturbi di tipo cardiovascolare e disturbi psicologici come ansia e depressione.

Tornando allo psicologo Adam Galinsky quel che la ricerca contemporanea constata è che si tratta di un’esperienza che riattiva la sfera delle connessioni , che significa che i “legami cognitivi ed emotivi” con una nuova comunità possono indurre un traslocatore ad “ampliare la propria autodefinizione” e sviluppare la capacità di “passare tra strategie cognitive e categorie semantiche, un’apparente facilità nell’integrare idee lontane e contrastanti e, infine, l’allargamento della propria base di idee creative”.

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