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Reddito di cittadinaza: Novità anche per la salute

Il Governo più discusso dell’anno è ormai pronto a mettere le carte in tavola in qualsiasi ambito. Stiamo parlando del Governo che ha affermato che alla scelta del reddito di cittadinanza, ci sarebbe il reddito di salute. Una proposta lanciata a Roma dalla Fondazione Fare futuro nel corso di un convegno alla Camera dei deputati – secondo come riporta il sito (www.meteoweb.eu)

“Il reddito di salute potrebbe essere realizzato da subito e senza alcuna controindicazione, eventualmente anche attraverso un voucher di scopo con il quale finanziare un’assicurazione sociale integrativa, così come ad esempio già avviene da anni in Francia per tutti quelli che ancora non hanno una polizza o di un fondo sanitario“, spiega la Fondazione Farefuturo.

“Secondo diverse ricerche di settore l’accesso alle cure private mediante una polizza o un fondo sanitario garantirebbe al cittadino un risparmio medio di quasi 245 euro“, rileva la Fondazione. “Questa è una proposta che riguarda un articolo della Carta costituzionale, un diritto dei cittadini e i nuovi bisogni di cura: una parte espressiva della popolazione si sta già curando fuori dallo Ssn. Con il ’reddito di salute’ si ridurrebbero le disuguaglianze tra aree ricche e povere. E’ una necessità e non un interesse“, ha affermato Adolfo Urso, presidente della Fondazione Farefuturo, nel suo intervento.

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Si potrebbe pensare ad una polizza sanitaria a collettivo a governance pubblica e gestione privata – spiegano i promotori – in grado di assicurare una ‘congiunzione’ tra le strutture sanitarie private (erogatori) e i cosiddetti ‘terzi paganti professionali.

Per quanto riguarda i costi del reddito di salute le ipotesi sul campo sono molteplici. “Una prima fonte di finanziamento potrebbe arrivare dalla riconversione del rimborso che lo Stato eroga per le detrazioni delle spese sanitarie – si suggerisce – queste somme potrebbero avere un impiego più proficuo per finanziare l’avvio di un secondo pilastro anche in sanità, con risultati indiretti, peraltro, anche sul fronte delle entrate. Poi si potrebbe puntare sui Fondi sociali europei, dove si potrebbe recuperare una dotazione aggiuntiva compresa tra 7 e 10 mld.

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