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Legge anti discriminazione, perché non viene usata

Il Censis dichiara che le persone con disabilità in Italia sono circa 4 milioni che equivale a dire il 6,7% della popolazione.

Stime Istat, invece, registrano 3 milioni di italiani pari al 5% dei cittadini, di questi circa 700 mila hanno problemi di movimento e più di 200 mila problemi sensoriali e ancora 400 mila hanno limitazioni che impediscono il regolare svolgimento di funzioni di vita quotidiana.

Si registrano circa 3 milioni di famiglie coinvolte, il 10% circa della popolazione.

Non sono rari i casi di cronaca che denunciano difficoltà strutturali cittadine che non favoriscono l’integrazione di una persona con disabilità o addirittura casi di discriminazione negli ambienti scolastici o di lavoro.

Esiste una legge cui è possibile appellarsi in tutela dei diritti delle persone disabili la legge 67/06 propriamente detta “misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazione” ma che, come rilasciano le associazioni, è ancora poco usata.

Questa legge riconduce chiaramente all’art.3 della Costituzione italiana sull’eguaglianza dei cittadini e cita la rimozione degli ostacoli che la impediscono.

La legge esegue una distinzione tra discriminazione “diretta” cioè quella rivolta alla persona e quella “indiretta” cioè una condizione che mette in una posizione di svantaggio la persona con disabilità.

La legge 67/06, quindi, non solo determina i diritti di chi vive una condizione di disabilità ma prevede la cessazione di un comportamento discriminante. Ancora la legge va oltre, in quanto, in caso di mancato rispetto delle ordinanze dei giudici prevede il procedimento penale nei confronti della parte inadempiente.

Coloro che ritengono di avere subito una discriminazione da un privato o dalla pubblica amministrazione può presentare il ricorso alla cancelleria del Tribunale civile e il magistrato può anche adottare un piano di rimozione delle discriminazioni, se ad esempio servizi di pubblica utilità non risultassero idonei per i disabili il giudice potrebbe decidere per un piano che li modifichi.

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