Bee alive. La società delle api a rischio

Un problema che riguarda tutta l’Europa: la rapida decimazione delle api.

Insetticidi, pesticidi, in alcuni casi vietati dalla legge, che ancora in uso, causano la morte delle api.

La biomassa degli insetti, ovvero il loro peso totale stimato sulla base della quantità di carbonio contenuto nell’intera comunità dei viventi, è diminuita del 2,5% all’anno, negli ultimi 25-30 anni.

Un crollo totale del 75%.

Un trend negativo che continua costantemente dal 2017, quel che è stata chiamata l’ “apocalisse” degli insetti.

Deforestazione, distruzione dell’habitat, inquinamento e ampio uso di  pesticidi sintetici e fertilizzanti, associati alle cause biologiche, come il moltiplicarsi di patogeni e di specie invasive, indotte anche dai cambiamenti climatici, rappresentano tutti passi verso l’estinzione, come constatato dal 7% degli studi di settore.

Il valore economico dell’impollinazione è alto, e questo crollo indica una stima di 15 miliardi per la sola Europa.

Un esempio: le fragole se impollinate dalle api sono ricche di vitamina A, se questa operazione, difficile, dovesse essere eseguita dall’uomo, la fragola perderebbe la sua qualità.

Per gli insetti le campagne sono diventate inaccessibili, a causa proprio dell’impiego dei pesticidi.

Un paradosso e una realtà.

La tossicità dei pesticidi neonicotinoidi per le api è 8000 volte più tossica del Ddt.

“Save the Queen” è la campagna promossa da Legambiente in difesa degli impollinatori.

“Oggi più che mai è importante difendere le api con azioni di tutela non più procrastinabili – dice Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente – a partire dall’eliminazione dei principi attivi nocivi come i neonicotinoidi, la diffusione dell’applicazione di criteri di produzione agro ecologici orientati all’agricoltura biologica e l’adozione di un piano d’azione per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, oggi in fase di revisione, che sia orientato alla tutela della biodiversità.”

I pesticidi vengono vietati ma spesso rimpiazzati velocemente da altri, di altra natura con gli stessi effetti se non più devastanti.

L’insostenibilità dell’agricoltura, quindi, si traduce nella distruzione della biodiversità a causa del  massiccio utilizzo di sostanze chimiche, i pesticidi, che continua a crescere.

A rischio l’impollinazione, un servizio necessario alla protezione della biodiversità e per la produzione agroalimentare.

L’87% delle piante a fiore si sono evolute con le api.

Il loro servizio di impollinazione delle piante è indispensabile per la protezione della biodiversità, per la produzione dell’agroalimentare nonché del miele.

Miele di cui l’Italia vanta una grande varietà, contiamo almeno 60 mieli differenti, da quello di acacia all’arancio, dal millefiori al castagno.

Nella sola Unione Europea l’Italia conta 1,4 milioni di alveari, a seguire Spagna con 2,9 milioni di alveari, Romania1,8 e Polonia 1,6 milioni.

Sono 51 mila gli apicoltori italiani.

Ma Informa Miele redige un documento in cui ci informa sullo stato di cattiva salute della produzione del miele, in calo del 31% rispetto al 2019.

https://www.informamiele.it/wp-content/uploads/2020/04/Report-2019-Il-Valore-della-Terra.pdf

 

 

 

 

 

 

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