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In principio era il caos. Nuovo Coronavirus non è ingegneria genetica

“È improbabile che SARS-CoV-2 sia emerso attraverso la manipolazione di laboratorio…

Se fosse stata eseguita la manipolazione genetica, sarebbe probabilmente stato usato uno dei numerosi sistemi di genetica inversa disponibili per i betacoronavirus.

Tuttavia, i dati genetici mostrano inconfutabilmente che SARS-CoV-2 non deriva da nessuna spina dorsale di virus precedentemente utilizzata”

sanywell

(https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9)

Pubblicato il 17 marzo, parliamo di un articolo della rivista Nature che esplora le origini (zoonotiche e naturali ) del Nuovo Coronavirus.

A farla breve, il Nuovo Coronavirus non è frutto di ingegneria genetica poiché il genoma del virus presente negli animali in natura, non risulta come passaggio laboratoriale, non è un prodotto di laboratorio, così come descrive la sua struttura.

Nel mezzo dell’epidemia ancora la mancanza d’etica si abbatte come una valanga di incertezza sulla società, fragile, in questi tempi di quarantena.

E quando precipitosamente girano i video di ipotetici esperimenti laboratoriali, come il video di una puntata del Tg Leonardo trasmessa da Rai3 per la stagione televisiva del 2015, allora, prima di venir risucchiati da una nuova e drammatica spy story è bene prendere le distanze.

La trasmissione Rai in questione, spalmata via cellulare e diffusa da alcune testate d’informazione, divulgava la creazione, tutta orientale, di un “super virus” capace di attaccare le vie respiratorie dell’uomo.

Ma come confermano gli studi scientifici recenti pubblicati su Nature Medicine possiamo escludere collegamenti tra il Nuovo Coronavirus e gli esperimenti laboratoriali poiché parliamo di un virus nato in natura e non in laboratorio. Insomma è evidente che tra i due virus non esista nessuna parentela.

Il Covid-19 è, quindi, di origine naturale, come dimostra appunto la rivista Nature, che ha decodificato la sequenza genica.

L’esperimento citato dal Tg Leonardo del 2015 poteva essere un avvertimento, sollevare una questione di etica rispetto alla vicinanza all’uomo di alcuni animali selvatici.

La politica, quella allarmista a caccia di una ribalta perduta, ha avuto i suoi risvolti, ma questa è un’altra storia.

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