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Coronavirus: Fondazione Gimbe decessi al 70%

Coronavirus: rallenta la curva epidemica ma il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe non è rassicurante, le vittime del Sars-CoV2 crescono del 70%, nella settimana 4-10 novembre arrivano a sfiorare quota tremila, 2.918 contro i 1.712 decessi dei sette giorni prima.

I positivi aumentano del 41% (590.110 contro i 418.142 dei sette giorni precedenti).

In forte affanno gli ospedali che vedono un sostanziale aumento dei pazienti ricoverati con sintomi registrando un +35% in più della settimana precedente e pazienti in terapia intensiva, 2.971 (+33%).

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“L’aumento degli attualmente positivi si riflette sul numero dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva, con gli ospedali sempre più vicini alla saturazione, oltre che sul numero di decessi, che nell’ultima settimana hanno superato quota 2.900” spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. (Pandemia Coronavirus – Monitoraggio indipendente GIMBE video) 

Cresce il numero degli operatori sanitari contagiati, nell’ultimo mese si sono verificati 19.217 contagi, rispetto ai 1.650 dei 30 giorni precedenti.

Il parere della Fondazione Gimbe è chiaro: è necessario rivedere i “criteri di valutazione” del rischio perché così un lockdown nazionale è inevitabile.

La saturazione dei testing e focolai all’interno delle strutture ospedaliere potrebbero impattare in maniera drastica sul numero di operatori sanitari, già in carenza.

“L’indice Rt è uno specchietto retrovisore”, il monitoraggio Gimbe presentato il 10 novembre agli affari sociali della Camera chiarisce la necessità di nuove scelte di governo sulla distinzione per aree del Paese.

“Il colore di una Regione viene deciso sulla base di due parametri principali: l’indice Rt e la classificazione del rischio attraverso i 21 indicatori. Ma il valore Rt è inappropriato per informare decisioni rapide perché, fotografa un quadro dei contagi relativo a 2-3 settimane prima e presenta numerosi limiti”.

“L’indice Rt usa lo specchietto retrovisore, invece del binocolo” e “rallenta la tempestività e l’entità delle misure per contenere la curva epidemica”, dichiara Cartabellotta.

 

 

 

 

 

 

 

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