Danni dell’inquinamento sulla psiche

I danni dell’inquinamento sulla psiche si traducono, sia nei Paesi ad alto reddito che in quelli con un tenore di vita medio basso, in tassi di disturbi depressivi elevati.

Si tratta di nuove evidenze proprio relative ai danni dell’inquinamento sulla psiche, che pongono l’accento sugli esiti della salute mentale e lo sviluppo cognitivo in condizioni di inquinamento atmosferico.

I dati sui danni dell’inquinamento sulla psiche sono stati comunicati durante i lavori del webinar “Respirami IV International Seminar Recent Advances on Air Pollution and Health” del 17 e 18 giugno.

Nel dettaglio, l’esposizione al particolato provoca un rischio evidente del disturbo depressivo, dato che si riscontra un 13% in più di casi, senza escludere un 9% di disturbi d’ansia e il 7% di casi di schizofrenia, soprattutto in relazione alla fascia d’età 30-64 anni.

danni dell'inquinamento sulla psiche

Aumentano i casi, nelle zone inquinate, delle cure e per far fronte ai danni dell’inquinamento sulla psiche si ricorre alla prescrizione di antipsicotici e antidepressivi con cifre che crescono del +4%.

In sostanza è proprio la qualità dell’aria a determinare un diffuso benessere e di conseguenza, una scarsa qualità dell’aria aumenterebbe, in maniera evidente, il rischio di malattie di tipo psichiatrico o comunque riuscirebbe a peggiorare le condizioni mentali di chi già soffre di forme di disturbi psichiatrici.

Danni dell’inquinamento sulla psiche, quindi, ma anche una generale allerta sullo stato di salute ambientale, è ciò su cui si è concentrato il webinar.

danni dell'inquinamento sulla psiche

Basti pensare che l’inquinamento atmosferico è uno dei fattori di rischio più importanti per morbilità, disabilità e mortalità a livello mondiale.

Scrive la Fondazione Menarini, organizzatrice del webinar RespiraMi: “Un numero enorme di individui è attualmente esposto a questo rischio nei paesi ad alto e basso reddito, le dimensioni dell’assistenza sanitaria e della salute pubblica delle sue conseguenze sono impressionanti, considerando che, secondo i dati globali che derivano concordatamente dall’OMS e secondo lo studio epidemiologico Global Burden of Disease, almeno 7 milioni di morti premature sono dovute all’inquinamento atmosferico ambientale e domestico”.

È da questo contesto che la Fondazione Menarini con il  team di epidemiologi del Lazio (guidato da Francesco Forastiere e Massimo Stafoggia) più un ex membro dello staff dell’OMS (Michal Krzyzanowski), per primi nel 2015 ha scelto di organizzare ogni tre anni il seminario internazionale indipendente chiamato RespiraMi, con l’obiettivo di riunire i più illustri esperti globali e spingerli a presentare i loro dati recenti e per lo più inediti sui progressi della scienza nell’affrontare il problema globale dell’inquinamento atmosferico esterno e interno.

 

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