Disturbo da alcol tra stigma e senso di colpa

Il disturbo da alcol o alcolismo secondo il National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism interessa, nel solo territorio statunitense 15 milioni di adulti e 400.000 adolescenti.

Per disturbo da alcol si intende un modello di consumo disordinato della sostanza, causa di stress significativo, discordia nelle relazioni e sintomi di astinenza.

In quanto dipendenza patologica, il disturbo da alcol si accompagna, nella maggioranza dei casi, a forti sensi di colpa e una strategia di autoisolamento sociale, in quanto lo stigma sociale che lo connota, tende a individuare la persona con disturbo da alcol come un vizioso, qualcuno che in poche parole se l’è cercata.

Non è così.

Un documento pubblicato dallo Ieud sulle dipendenze patologiche, tra cui quella da alcol, fa chiarezza sull’argomento precisando che una dipendenza non è mai una colpa, piuttosto rappresenta una condizione di fragilità che urge un intervento mirato.

Intervenire, secondo quanto si scrive nel documento, si traduce nell’invertire una rotta, interrompendo frequentazioni e luoghi non adatti a questa condizione, perché possa riacquisire una socialità attiva, riprendere a divertirsi insomma, contrapporre allo schema della rete patologica un nuovo modello esistenziale.

È un percorso condiviso, la liberazione dalla dipendenza patologica, nel dettaglio dal disturbo da alcol, con l’obiettivo di riappropriarsi della propria libertà di scelta lontani dall’oppressione di una dipendenza.

disturbo da alcol

Il disturbo da alcol, però, soffre di un pregiudizio sociale estremamente negativo che spinge la persona a ritardare l’accesso alle cure.

Il percorso di cura è mirato a indagare sulle dimensioni affettive ed emotive incontrollate e a indurre la persona a cambiare in modo sostanziale un atteggiamento verso sé stesso.

Intervenire presto è importante, i danni dell’alcol non riguardano soltanto la psiche ma anche l’organismo, in particolare, attenta fortemente alla salute del cuore.

Se le malattie cardiovascolari sono attualmente la principale causa di morte nel mondo sia per gli uomini che per le donne, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità in Italia si riscontra che le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi.

In particolare, la cardiopatia ischemica è la prima causa di morte, rendendo conto del 28% di tutte le morti, mentre gli accidenti cerebrovascolari sono al terzo posto con il 13%, dopo i tumori.

Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa poi un malato cronico con un forte impatto negativo sulla qualità della vita.

In Italia la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille (dati Istat).

disturbo da alcol

Le persone che soffrono di disturbo da uso di sostanze corrono un rischio cardiovascolare ancora maggiore per effetto dell’esposizione ripetuta e per lunghi periodi di tempo a sostanze che creano dipendenza.

Dati OMS del 2018 ci dicono che oltre il 5,5% di tutti i decessi è causato direttamente dal consumo di alcol e droghe illegali con un’elevata incidenza delle malattie cardiovascolari.

La World Heart Federation (WHF) ha pubblicato un policy brief dal titolo “The Impact of Alcohol Consumption on Cardiovascular Health: Myths and Measures”, in cui chiarisce che “nessuna quantità di alcol fa bene al cuore”.

Anzi, anche solo 5 drink alla settimana, quantità di alcol finora considerata “sicura”, avrebbe un effetto negativo sull’aspettativa di vita.
L’abuso e il disturbo da alcol sono responsabili di numerosi fattori che contribuiscono all’infarto, tra cui l’aterosclerosi, i coaguli di sangue ed il ritmo cardiaco irregolare.

Un aumento del rischio di fibrillazione atriale e insufficienza cardiaca congestizia, nonché lo sviluppo di fattori di rischio per l’ipertensione e le emorragie cerebrali, sono tutte conseguenze della dipendenza da alcol.

Il binge drinking (ovvero il consumo eccessivo o incontrollato di più bevande alcoliche in un breve intervallo di tempo) può avere effetti dannosi sulla pressione sanguigna.

 

Leggi anche: Benefici dell’acqua dopo l’alcol

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *