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Tisane: rimedio naturale o effetto placebo?

Le infinite proprietà della bevanda più antica del mondo

La loro origine è antichissima, già i greci le usavano come rimedi naturali contro i malanni. Ma è nel Medioevo che si diffondono, soprattutto nei monasteri e nei grandi palazzi, attraverso ricette sempre più sofisticate. Per i Buddisti, invece, sono state preparate la prima volta in India, ma in Cina viene raccontata la leggenda che sia stato il grande maestro e sovrano Shen Nong a scoprirle, mentre faceva bollire dell’acqua sotto una grande pianta. Una foglia si staccò da un ramo e cadde nel bollitore, un aroma piacevolissimo si espanse tutto intorno e il re decise di assaggiare quella bevanda scoprendone così tutte le sue qualità. Stiamo parlando delle tisane.
Oggi sono usate tantissimo per qualsiasi tipo di disturbo: insonnia, ansia, mal di testa, stitichezza, bruciore di stomaco, cattiva digestione. Ma quanto c’è di realmente curativo in questi preparati naturali e quanto conta invece l’effetto placebo?

Tisane: rimedi e benefici

Anche se nell’immaginario comune la tisana è una bevanda calda, in realtà, può essere preparata anche fredda. Gli estratti della pianta possono essere ricavati da foglie, fiori, radici e corteccia, e sono diversi i procedimenti di preparazione. Attraverso l’infusione, ad esempio, la pianta non perde le sue qualità naturali perché i suoi estratti vengono immersi nell’acqua calda solo una decina di minuti. Quando, invece, si utilizzano le parti più dure della pianta, come la corteccia, bisogna farle bollire e poi filtrarle. Con la macerazione gli estratti vengono lasciati per lungo tempo nell’acqua fredda.

Tra le tisane più diffuse c’è quella alla lavanda, usata soprattutto per le sue proprietà  cicatrizzanti, diuretiche, sedative e balsamiche. L’estratto di questa pianta è perfetto contro lo stress, l’ansia e il nervosismo. Aiuta a dormire e a rilassarsi. Ottimo rimedio naturale contro la tosse, il raffreddore e l’influenza in generale. Buono anche per lenire i dolori intestinali e rilassare i muscoli. La tisana di rooibois (frutti rossi, fragola e lampone), invece,  è ricchissima di antiossidanti, aiuto efficace per il sistema cardiovascolare. La tisana allo zenzero, oltre a essere prescritta durante le diete grazie alle sue proprietà diuretiche, è utile contro il raffreddore e aiuta a combattere l’invecchiamento. Ma il vero elisir di giovinezza è il ribes, che contiene molti flavonoidi, magico antidoto contro i radicali liberi. E le tisane alle bacche di goji, famose per mantenere la pelle liscia e giovane.

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I numerosi benefici della tisana al rosmarino

Il rosmarino è una pianta molto usata per la preparazione delle tisane perché possiede moltissime proprietà. È un ottimo antiossidante e ricostituente, aiuta anche i malati di depressione. Protegge il fegato e lo aiuta a svolgere le sue funzioni. È un tonificante per la pelle e aiuta nella digestione, combatte i dolori addominali, gli spasmi, i gonfiori ed il meteorismo grazie all’effetto del borneolo (olio essenziale). È antisettico, per cui aiuta a combattere influenza e tosse.  Infine è un antiinfiammatorio e antidolorifico, perfetto contro il mal di testa. E, molti non ne sono a conoscenza, ma il rosmarino è anche un afrodisiaco.

Effetto placebo

Ma fino a che punto le nostre aspettative di guarigione possono innescare un vero e proprio miglioramento terapeutico nel nostro corpo? La sola credenza che qualcosa possa aiutarci a stare meglio può indurre un effetto curativo? La risposta è si. E questo tipo di situazione è chiamata effetto placebo. La scienza ha dimostrato che mente e corpo sono talmente legati da far si che l’effetto placebo risulti il più efficace trattamento terapeutico. Questo non significa che le proprietà terapeutiche delle tisane di cui abbiamo parlato siano del tutto fasulle, anzi. Significa solo che non tutti i soggetti soffrono di disturbi esclusivamente fisici, che dietro l’insonnia o la cattiva digestione può nascondersi ben altro. E che l’effetto placebo può aiutare ad attenuare i sintomi ma non la causa del problema. Per cui, se il disturbo persiste bisogna indagare a fondo e rivolgersi a un medico specializzato.

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