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Famiglie felici non ci sono definizioni

L’intervista all’esperta, la psicologa Erika Tortora : “Non esistono manuali d’istruzione”

Ferzan Ozpetek in “Saturno contro” fa dire a uno dei suoi personaggi: “Ma il problema non è accettare, ma condividere”. Anche decontestualizzata dal film, questa frase ha un potere enorme. Il sottinteso è chiaro: quando c’è amore non ci sono ostacoli, quando si ama davvero qualcuno è possibile condividere le sue scelte e la sua vita.
Ma non sempre è così facile perché i sentimenti non possono mai essere incasellati e spartiti in bianco e nero, i sentimenti sono labili e contorti. E se è complesso per un adulto accettare il cambiamento e le scelte di vita altrui, lo è ancora di più per un bambino. Le celebrità italiane, a tal proposito, ci consegnano alcuni quadretti familiari con tanto di ex mogli e ex mariti, figliastri, fratellastri ecc… che non hanno nulla da invidiare alla cara immagine della famiglia del Mulino bianco, ormai totalmente superata perché assolutamente lontana dalla realtà. Tra i Vip, per quanto riguarda le famiglie allargate, sui social e sulle riviste di gossip, spicca, tra tutti, la famiglia Facchinetti-Marcuzzi. Dopo la fine della loro storia d’amore, Alessia Marcuzzi e Francesco Facchinetti hanno mantenuto rapporti cordiali, anche e soprattutto per il bene della figlia. Si sono rifatti entrambi una nuova vita e spesso postano foto di cene e riunioni di gruppo con tutti i componenti della nuova e grande famiglia allargata.

famiglie felici ? Possibile anche nelle famiglie allargate

Ma nella vita vera cosa succede? Alle persone comuni, le cui vite sono fatte di scadenze, soldi a fine mese, bollette da pagare, figli da iscrivere a calcio, stress da troppo lavoro e depressione da non lavoro, che cosa accade? Lo abbiamo chiesto a Erika Tortora, Psicologa Clinica e della Salute, iscritta all’albo degli Psicologi della Regione Campania, specializzanda in Psicoterapia ad orientamento fenomelogico antropoanalitico presso Asl Napoli 1, esperta in Psicologia Giuridica, Presidente associazione Esserci, e Psicologa presso l’Associazione Nirvana Sportello Antiviolenza Cisl Siulp. Un curriculum invidiabile per la sua giovane eta, appena 31 anni.
“Qual è il comportamento giusto, ammesso che esista un comportamento giusto, da usare con i bambini quando una coppia decide di separarsi? E se uno dei due genitori, o entrambi, crea un nuovo nucleo familiare con altri figli, come fare a conciliare la vecchia famiglia con la nuova? Le famiglie allargate esistono, è un dato di fatto, ma la vera domanda è: sono anche felici?”

“Quando c’è una separazione tra due coniugi, – speiga la dottoressa- inevitabilmente vi è un cambiamento che coinvolge tutto l’assetto familiare; ciò che deve restare invariato è l’aspetto genitoriale e la sua funzione. La genitorialità rappresenta una funzione assai complessa che incorpora in sé, sia aspetti individuali relativi quindi alla nostra idea (in parte conscia e in parte inconscia) di come un genitore deve essere e, sia aspetti di coppia ossia della modalità relazionale che i partner condividono nell’assolvere questo specifico compito. L’equilibrio di questi due aspetti diviene complicato quando c ‘è una separazione, in quanto questi due aspetti si intrecciano in un disequilibrio che inevitabilmente viene riversato sui figli, spesso moneta di scambio per ottenere vantaggi economici e non. L’equilibrio dei figli viene preservato solo se le dinamiche di coppia non vanno ad inficiare le dinamiche genitoriali”.

“Come fare per far si che queste dinamiche genitoriali non vengano deviate?”
“Va detto che non si può essere genitori sempre allo stesso modo perché sarà necessario assolvere impegni differenti a seconda dei cambiamenti che la vita ci porta. Adottare modalità comunicative e “rivisitare” continuamente il proprio stile educativo in modo funzionale rispetto all’evento che si presenta può essere una buona strategia per l’equilibrio dei figli. Ciò avviene anche quando uno dei due coniugi, o entrambi, creano una nuova famiglia; vi è un ulteriore modifica del nucleo familiare che inevitabilmente coinvolge e integra il “vecchio” con il nuovo. Uno stile comunicativo semplice ed empatico, una buona dose di autenticità del genitore, un ascolto dei figli costante possono rivelarsi un buon deterrente per relazioni non conflittuali. Ciò che è importante sottolineare, è che non esistono “giuste norme” di comportamento per impedire che nascano difficoltà all’interno di qualsiasi famiglia sia essa nucleare o ricomposta, perché quando si parla della vita ci sono un’infinità di situazioni che non possono essere previste o presupposte, tantomeno racchiuse in un manuale di istruzioni o in brevi norme comportamentali, ma che vanno appunto soltanto vissute, affrontate ed elaborate nella loro unicità, singolarità e particolarità.”
“Se c’e un segreto per dare vita a una nuova famiglia che inglobi anche quella precedente, qual e questo segreto?”

“Per i figli accettare e accogliere un nuovo compagno e una nuova compagna di mamma e papà significa essere pronti per fare un passo importante dove i nuovi partner dovrebbero avere, attraverso un attento e profondo lavoro su di sé, ben chiari i propri confini e quelli degli altri; se si riesce nell’affermazione di precisi ruoli, con la ricostruzione di nuove regole e di un nuovo assetto familiare, allora si potrà giungere all’elaborazione della perdita dei legami precedenti e alla continua rinegoziazione di ruoli all’interno del nuovo nucleo familiare formatosi. È Importante sottolineare che se ci concentriamo sulla realtà psicologica, è la qualità dei rapporti che regge il sistema familiare, al di là di membri non consanguinei, non conviventi, non riconosciuti giuridicamente; più le relazioni sono buone tra tutti, più si vive in una dimensione di Famiglia, di casa, dove sentirsi di appartenere, protetti ed amati. A qualunque età.”

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