Fragranze Carthusia storie e segreti di Capri

“Ogni parola ha il suo odore” scriveva il filosofo Friedrich Nietzsche, odore come tratto essenziale di una personalità.

I profumi Carthusia sappiamo che provengono dai segreti degli alchimisti medievali dediti allo studio di formule, rimaste ancora segrete, che servivano a miscelare i fiori dell’isola e creare vere e proprie pozioni profumate.

Il laboratorio Carthusia miscela ancora oggi a Capri i petali dei suoi fiori, il negozio d’origine è sito in via Matteotti dal 1948 e conserva intatta la sua memoria attraverso gli scaffali in legno e le ampolle risalenti proprio al periodo medievale e alla sua antica arte alchemica.

È proprio quest’insieme di arte e sapienza alchemica che ha reso Carthusia un marchio esclusivo.

Le fragranze capresi di Carthusia espongono nelle vetrine di Harrod’s a Londra, di Isetan a Tokyo di Conran Shop a Parigi.

Ma come nasce Carthusia?

La storia ci racconta che il segreto della fragranza appartenga al caso, quando un monaco certosino alla visita inaspettata sull’isola della regina Giovanna d’Angiò, mise a macerare i fiori che aveva raccolto nel giardino della Certosa (da qui il nome Carthusia che significa certosa appunto) per regalarli alla regina.

La formula che ne nacque diede vita al primo profumo di Capri, un bouquet di gerani selvatici che ancora oggi Carthusia conserva nei suoi archivi, il profumo “Garofilium silvestre caprese”.

Nel 1948 il priore della Certosa creò il primo piccolissimo laboratorio quando ritrovò le antiche formule medievali e su licenza papale iniziò a lavorare alle fragranze con un chimico piemontese.

Il simbolo dell’azienda è un’opera liberty creata dal pittore Mario Laboccetta, l’icona raffigura una “sirena floreale” evocando così l’eredità classica dell’isola, è una donna – sirena che “sprigiona l’universo di fiori colorati dai quali discendono i profumi Carthusia”.

Carthusia

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