Emergenza Covid-19 farmaci e mercato internazionale

Il fabbisogno farmaceutico prodotto dall’attuale situazione di emergenza dovuta alla rapida diffusione del Nuovo Coronavirus apre uno scenario critico per il mercato internazionale dei farmaci.

L’Aifa, come riporta l’inchiesta di Gatti su “L’Espresso”, teme una restrizione dell’esportazione delle materie prime provenienti dalla Cina.

Gli Api, gli ingredienti farmaceutici attivi, infatti, provengono quasi esclusivamente dall’Asia “anche per preparati con brevetto europeo e americano” scrive Gatti.

L’epidemia non è trattabile con farmaci specifici, è aperta, quindi, una fase di sperimentazione clinica laddove, come scrive l’Aifa “per sperimentazione clinica si intende qualsiasi studio sull’uomo finalizzato a scoprire o verificare gli effetti di un nuovo farmaco o di un farmaco già esistente testato per nuove modalità di impiego terapeutico, con l’obiettivo di accertarne la sicurezza o l’efficacia. La sperimentazione si articola in diverse fasi e viene effettuata prima in laboratorio e in modelli animali (sperimentazione preclinica) e poi sull’uomo (sperimentazione clinica)”.

Tra le prime molecole in uso nella lotta al coronavirus c’è un antico farmaco commercializzato dal primo dopoguerra, la clorochina, un farmaco antimalarico.

La clorochina ha un’attività antivirale, soprattutto con i retrovirus e i coronavirus.

Il Covid-19 è una malattia in cui si verifica una potente infiammazione a livello polmonare, una delle possibili strategie per migliorare la sintomatologia è rappresentata dall’utilizzo di molecola antinfiammatoria come tocilizumab un anticorpo già in commercio per il trattamento dell’artrite reumatoide e utilizzato anche per spegnere l’infiammazione nei malati di cancro sottoposti alle Car-T.

Le notizie su tocilizumab giungono da Napoli dove si è sperimentata la molecola con successo, il farmaco ha portato a un miglioramento importante già nelle prime 24-48 ore dal trattamento tanto da indurre il personale medico a estubare il paziente.

Un’ottima notizia perché il miglioramento delle condizioni del paziente, grazie alla tocilizumab, riesce a ottimizzare le risorse in terapia intensiva.

E l’Europa? La pandemia viene affrontata da Francia e Germania con forti misure restrittive per fronteggiare il Covid-19.

La Francia con la nazionalizzazione della disponibilità di farmaci e macchinari ospedalieri cerca di affrontare la situazione, così come la Germania, in cui passa il maggior numero delle macchine importate e poi certificate Ue per l’assistenza alla respirazione.

Ristrettezze che fanno aumentare i prezzi delle materie prime farmaceutiche sul mercato internazionale “tra il dieci e il cinquanta per cento”. (L’Espresso).

Bisogna, quindi, rimanere a casa per evitare il contagio e aspettare che inizi una nuova fase di cura capace di sconfiggere il Covid-19.

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