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Fase due l’importante è pedalare

La Federazione italiana ambiente e bicicletta (Fiab) ha pubblicato una proposta che valuta, per la cosiddetta “fase 2”, un incremento della mobilità su due ruote.

Le intenzioni di una riapertura graduale delle attività, seppur ancora vaghe, non aderiscono, comunque, al modello della pubblica mobilità diciamo classico, basato cioè sui mezzi pubblici.

E seppur si parli di numeri limitati di persone da far viaggiare su autobus e treni, è certo che sarà difficile per tutti i viaggiatori riuscire a mantenere le distanze di sicurezza imposte come prevenzione di un possibile contagio da Coronavirus.

Spunta, allora, l’ipotesi bicicletta che si propone tra le soluzioni migliori per rispondere a una lunga serie di problemi di mobilità urbana.

La bicicletta, infatti, non solo consente di mantenere la distanza quanto, inoltre, non presenta i problemi legati all’auto che, come piccolo abitacolo potrebbe risultare più contagioso dell’andare in bici.

“L’uso delle due ruote – scrive la Federazione ambiente e bicicletta – favorisce l’attività fisica mantenendo i polmoni di chi pedala più “robusti”, meglio ventilati e capaci di sopportare meglio anche un eventuale “stress” dalla malattia”.

La Federazione suggerisce, quindi, alle amministrazioni locali di riflettere su nuovi scenari di mobilità urbana e considerare la bicicletta come uno degli strumenti di lavoro da adottare per affrontare della crisi.

Proposte che la Fiab ha appena avanzato per la realtà urbana romana, ma che, stavolta ad opera della Consulta della bicicletta, giunge anche all’amministrazione bolognese, un rimedio alla mobilità “a rischio” di autobus, tram e treni e compatibile con le nuove esigenze dettate dalla pandemia.

Pianificare, dunque, un programma di mobilità urbana che possa potenziare le piste ciclabili e non chiuderle, come denuncia Fiab nel comunicato: “Perfino molte piste ciclabili vengono addirittura… chiuse! L’utente ciclista viene additato come potenziale propagatore dell’infezione virale: l’untore, insieme ai runner. Un vero corto circuito comunicativo”.

Indubbi i benefici dell’andare in bicicletta, si attendono, per adesso, le risposte delle amministrazioni.

 

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