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Adaptive Fashion. Non solo moda

La storia della moda, grazie al contributo della moda inclusiva, l’adaptive fashion, pone un tassello sociale fondamentale per l’acquisizione di modelli di un’idea di bellezza non stereotipata né rinchiusa in pochi e inaccessibili canoni.

L’adaptive fashion è testimonianza e promozione di un modello di inclusione sociale molto ampio che si rivolge alla moda come passerella di ricerca estetica lontana da ossessivi cliché.

Ne parliamo con Giulia Bartoccioni, Ceo dell’agenzia di moda inclusiva “Iulia Barton” che con il suo progetto lascia una profonda impronta contro ogni tipo di emarginazione.

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  • Iulia Barton è la prima agenzia internazionale di modelli “inclusive”. Nasce in sostegno della Fondazione Vertical, una Onlus impegnata nella raccolta fondi per la cura della paralisi, per poi diventare una vera e propria agenzia di moda. Quando e dove avviene il vostro debutto?

Il nostro debutto è avvenuto nel 2010 a Roma.

Abbiamo presentato la prima edizione del nostro evento allo Sheraton di Roma con 1500 ospiti. Fu un grandissimo successo da subito.

Mio fratello ed io all’epoca eravamo alla ricerca di un valido strumento di raccolta fondi, che fosse in grado di unire e convogliare più persone.

Così abbiamo pensato che la moda potesse essere il giusto mezzo per farlo, abbiamo quindi trasformato la nostra esperienza di vita apparentemente negativa, in qualcosa di innovativo e rivoluzionario che di fatto nel tempo ha cambiato gli schemi  della moda.

 

 

  • Gli stilisti che hanno preso parte al progetto?

La Iulia Barton ha collaborato da subito con brands importanti del Made in Italy e partecipato a Fashion Week internazionali come Milano Fashion Week, New York Fashion Week, Altaroma, anche se inizialmente non è stato semplice in quanto la moda prevede rigidi standard, abbiamo però sempre cercato di andare incontro a queste regole e quindi che non fosse soltanto la moda ad avvicinarsi alle nostre necessità ma anche il contrario. Tra i brands che hanno sostenuto da subito il nostro progetto di Moda Inclusiva: Carlo Pignatelli, Gattinoni, Renato Balestra, Antonio Grimaldi, Gai Mattiolo, Giada Curti, Angelo Cruciani.

 

  • La provenienza delle top model e modelli si raccoglie in un ampio ventaglio di nazionalità. La moda sa essere una passerella che unisce le differenze culturali?  

Il modo di concepire la moda per Iulia Barton è universale non rinuncia quindi a casting rigorosi ma nasce per unire diverse culture e diverse abitudini sociali molto spesso decontestualizzate dai tradizionali cliché della moda mondiale. Per la Iulia Barton non esistono preconcetti sulla condizione, sul colore della pelle, sulla connotazione socio economica o di genere.

  • Il concetto di inclusione che sottende la Iulia Barton Agency riesce a diffondersi in realtà di disagio sociale ed economico?

Il lavoro dell’agenzia si estende anche a situazioni sociali molto critiche nelle zone del mondo più povere o nelle carceri.

La nostra filosofia è incontrare tutte quelle persone come per esempio chi subisce violenze domestiche oppure da anni una disabilità con lo scopo di rinnovare loro un ventaglio di nuove opportunità sociali e se possibile un percorso professionale nella moda inclusiva.

Tutte le info e le iniziative della Iulia Barton al sito:https://www.iuliabarton.com/

 

 

 

 

 

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