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Mascherina un filtro utile contro le allergie

La mascherina oltre ad essere un dispositivo indispensabile per la protezione all’esterno dalle mura di casa contro la trasmissione del Nuovo Coronavirus, rappresenta, anche,  un valido aiuto per i soggetti allergici contro il polline.

Nonostante i luoghi comuni per cui la mascherina affaticherebbe la respirazione, essa rappresenta, invece, un buon filtro contro il passaggio del polline, favorendo il respirare negli asmatici e negli allergici a polveri e polline.

A soffrire di allergie “primaverili”, così come attesta una ricerca di Assosalute e l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica, sarebbe il 45% degli italiani, soprattutto in giovane età.

La mascherina, proteggendo le vie respiratorie funge da filtro anche contro i pollini favorendo l’affievolirsi dell’allergia che si acuisce proprio a contatto con polline e polvere.

Nell’incidenza delle allergie stagionali gioca un ruolo fondamentale però anche l’ambiente domestico.

Agenti allergici, infatti, possono nascondersi anche tra le mura di casa, infatti, per il 20,3% degli italiani è proprio in casa che si manifestano alcuni dei sintomi più comuni delle allergie.

Nonostante sia l’ambiente aperto il primo nemico dei soggetti allergici, quindi, è bene mantenere una costante igiene della casa per evitare di incorrere nei sintomi più fastidiosi delle allergie stagionali.(https://www.salutebuongiorno.it/2019/10/inquinamento-indoor-quanto-ne-sappiamo/)

“All’aperto così come al chiuso, quindi, possono verificarsi episodi di stranuti frequenti, un disturbo di cui soffre il 51,8% degli allergici, prurito agli occhi (46,2%) e ostruzione nasale (36,2%), ma anche il gocciolamento nasale (31,3%) e la tosse sono tra i sintomi più fastidiosi secondo il 23,2% della popolazione” scrive Assosalute.

L’inquinamento è un altro fattore che contribuisce allo sviluppo di un’allergia.

“In queste settimane, la drastica riduzione dell’inquinamento che si è registrata potrebbe essere un fattore che influisce proprio sul manifestarsi delle allergie stagionali” dice il Prof. Canonica per Assosalute.

Certo l’allergia è un disturbo gestibile che, però, male incide sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Secondo la ricerca citata, il 30% delle persone allergiche soffre la maggiore ricaduta del disturbo sulla qualità del sonno con ripercussioni sull’umore, soprattutto, se per fronteggiare gli attacchi allergici viene sacrificata la vita sociale e all’aperto come è costretto a fare il 17,4% degli intervistati presi in esame da Assosalute.

Prendersi cura dell’allergia, allora, perché anche se considerata un disturbo relativo come sottolinea il Prof. Canonica, “è estremamente importante essere consapevoli delle buone pratiche da mettere in atto per ridurne l’impatto ed evitare così che, col tempo, una semplice allergia si trasformi in asma”.

Gli studi hanno dimostrato, infatti, che chi soffre di rinite allergica, ha una probabilità 3,8 volte più alta di sviluppare l’asma.

 

 

 

 

 

 

 

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