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Fine del lockdown e le conseguenze sul sonno

La fine del lockdown non è indolore e ha comportato non poche trasformazioni sullo stile di vita e sull’equilibrio psico-fisico degli italiani, in particolare, sul sonno.

L’Università di Padova coadiuvata dal Dipartimento di Psicologia dell’Università della Campania si è occupata di ricercare l’entità dell’impatto psicologico e sociale del lockdown sulla vita degli italiani.

La ricerca, nel dettaglio, si è occupata di porre sotto analisi la qualità del sonno di 1310 persone di età compresa tra i 18 e i 35 anni confrontando il sonno durante il  lockdown completo, la settimana tra il 17 e il 23 marzo con quello antecedente alla quarantena cioè della prima settimana di febbraio nei giorni compresi tra l’1 e il 7, quando non vigevano norme di restrizione sociale.

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I risultati della ricerca descrivono un netto peggioramento della qualità del sonno e una significativa alterazione dei ritmi sonno-veglia.

Dai dati emerge, inoltre, una percezione distorta del trascorrere del tempo.

Lo studio è stato pubblicato dal “Journal of Sleep Research Research”, la rivista ufficiale della European Sleep Research Society. (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jsr.13074)

I fattori da cui prendeva le mosse la ricerca erano l’inattività fisica, una ridotta esposizione alla luce del sole, la paura del contagio e la situazione economica, fattori destabilizzanti per l’equilibrio psico-fisico delle persone che hanno alterato la qualità e il ritmo del sonno.

I dati rilevano anche un peggioramento globale della salute psicologica dei soggetti presi in esame, nel dettaglio, il 32.6% ha sofferto di ansia e uno su due (49.47% dei lavoratori, 51.6% degli studenti) ha rilevato sintomi di stress.

Il 24.2% del campione esaminato, inoltre, (24.95% dei lavoratori, 23.73% degli studenti) ha mostrato sintomi da moderati a estremamente severi di depressione.

Niente allarmismi.

Come scrivono gli autori, Nicola Cellini, Natale Canale, Giovanna Mioni e Sebastiano Costa

“Sebbene questa sia un’istantanea parziale dell’attuale situazione italiana e non consideri gli adulti di età superiore ai 35 anni e i bambini e gli adolescenti, i nostri dati sembrano confermare le prove già osservate in soggetti in quarantena, dimostrando che le persone in il blocco stanno subendo cambiamenti psicosociali negativi, che hanno un impatto sul benessere. 

Come affermato da una task force della European CBT ‐ I Academy, durante il blocco totale, le abitudini del sonno degli individui sono sfidate da diversi fattori come ad esempio, ridotta esposizione alla luce solare, ridotta attività fisica e disagio psicologico.

Pensiamo anche che la mancanza di zeitgeber sociali, come programmi di lavoro regolari e attività sociali, poiché i cambiamenti nelle condizioni di vita, stanno influenzando fortemente le abitudini del sonno sotto restrizioni”.

 

 

 

 

 

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