Mangiatori di loto anzi di Calendula

La Calendula è una pianta di origine nordafricana che cresce naturalmente anche nell’Italia meridionale, i suoi fiori, giallo arancio, contengono sostanze benefiche per l’organismo.

L’azione più conosciuta dei fiori di calendula è quella antiossidante tanto che già la cultura greca e romana li utilizzava non solo per abbellire i piatti ma anche per cibarsene come ingrediente aromatizzante di specifici piatti.

I fiori della pianta si trovano in erboristeria ma è possibile raccoglierli nei boschi o se volete coltivarli sul vostro balcone.

La pianta va annoverata in una folta schiera di fiori commestibili, ricchi di fosforo e potassio ma anche sostanze fenoliche come anche tarassaco, bocche di leone e petunie.

Molti sono i fiori dalle proprietà antiossidanti con un rischio di tossicità molto basso grazie al loro aspetto inconfondibile.

Nel dettaglio, i fiori di Calendula forniscono un’azione lenitiva alla pelle grazie al loro potere antinfiammatorio, cicatrizzante e antisettico.

Il fiore di Calendula, dal caratteristico colore giallo arancio, è dotato di un pigmento composto essenzialmente da betacarotene, licopene e vilaxantina dalle forti proprietà antiossidanti.

Su base dei suoi fiori  troviamo shampoo per il cuoio capelluto ma anche troviamo, forse meno nota, la soluzione idroalcolica che si assume diluendola nell’acqua.

Dato il suo basso rischio allergico, la Calendula, viene usata anche per affrontare alcuni tipi di dolori e piccoli disturbi, perlopiù gastrointestinali, quali colite e dolori mestruali ma anche infiammazioni intestinali.

Usate fresche come anche essiccate all’ombra, i fiori e le foglie della Calendula vantano un buon effetto fisioterapico e possono aiutare la pelle in caso di scottature anche in forma di crema.

Ottima per la cura di geloni e abrasioni, la Calendula aiuta la sutura dei tessuti e, quindi, la chiusura delle ferite, oltre che coadiuvare l’organismo in un’azione sfiammante per dermatiti, pelle arrossata o troppo secca.

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