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Calendula dagli oli alle insalate. Come usarla

La Calendula è una pianta spontanea che cresce nelle vicinanze di vigne e uliveti, così come su campi abbandonati e su tutti quei terreni che godono di una posizione soleggiata.

La Calendula officinalis è la sua versione coltivata, i suoi fiori caratteristici giallo-arancio, in questo caso sono più grandi.

Il nome della pianta deriva dal latino “calendæ”, indica una fioritura continua e prolungata nel tempo.

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Originaria dell’Egitto, la pianta, importata, si è poi diffusa nella zona mediterranea, in particolare nell’Italia meridionale.

Le foglie e i fiori freschi della calendula sono commestibili e si usano per arricchire insalate e piatti freddi.

I petali del fiore, cotti, sprigionano un colore giallo dorato molto simile al noto zafferano e li si possono cucinare con il riso.

I petali, ancora, se essiccati, possono produrre un olio dalle proprietà lenitive e cicatrizzanti, ottimo per lievi ustioni, ad esempio.

Se usati per gli infusi, i petali hanno forti proprietà digestive e rilassanti per lo stomaco.

Ricca di vitamina C, questa pianta contiene, così come ci indica la sua colorazione gialla, licopene e betacarotene, potenti antiossidanti.

La pianta della Calendula, per le sue proprietà, svolge una forte azione antinfiammatoria, antisettica e cicatrizzante e ben si adatta anche all’uso esterno.

Shampoo, saponi e creme alla calendula risultano adatte al trattamento di infiammazioni cutanee come dermatiti e psoriasi.

Bene, quindi, utilizzarla anche per contrastare arrossamenti della pelle per le sue proprietà calmanti.

Creme su base di calendula possono, quindi, essere utilizzate anche per aiutare la pelle a guarire da piccole ferite.

L’infuso di Calendula è indicato anche per regolarizzare il ciclo mestruale.

Ultima curiosità, dovremmo berla d’estate perché aiuta a regolare i livelli di sudorazione e ristabilire il giusto equilibrio nell’espulsione dei liquidi, ingente, nella stagione estiva.

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