Consumo di latte e controllo del peso

Il latte rientra nelle componenti fondamentali dell’alimentazione.

Latte, come i anche i suoi derivati, quali formaggio e yogurt, panna e burro, rientrano nella dieta di milioni di persone a livello globale.

Ciononostante risultano in crescita intolleranze al lattosio che impediscono un’adeguata assunzione del latte e dei suoi derivati.

La rivista Nutrition Foundation Of Italy scrive in proposito in un articolo di Andrea Strata: “La valenza nutrizionale della materia prima e dei suoi derivati è stata negli anni posta in discussione, rilevando non soltanto la sempre più vasta diffusione dell’intolleranza allo zucchero del latte (lattosio) che ne ostacola la digeribilità, ma anche il possibile ruolo negativo associato all’assunzione dei grassi del latte (e dei suoi derivati).

Di recente, però, un’accurata revisione della letteratura più aggiornata ha permesso di chiarire alcuni punti controversi, come riassunto anche in questa breve review.

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Alla luce delle osservazioni più recenti, questi alimenti devono essere considerati elementi della dieta in grado di incidere positivamente sul rischio di alcune patologie croniche”. 

Svolgerebbero perciò una funzione di difesa della salute intesa, secondo l’OMS, come “tutela dello stato di benessere fisico e psichico”.

È necessario, inoltre, considerare la composizione di questo alimento per cogliere la varietà e la positività degli elementi costitutivi di questo alimento, tali da giustificare gli effetti benefici rilevati per un consumo abituale, anche dei suoi principali derivati, soprattutto yogurt, altri latti fermentati, formaggi

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“Le osservazioni sul rapporto tra assunzione di calcio e vitamina D, soprattutto se contenuti in latte e derivati, e riduzione ponderale non sono di oggi”.

Evidenze scientifiche contemporanee associano l’assunzione delle proteine del latte (e dei suoi derivati) con effetti favorevoli sulla riduzione della massa adiposa, sia in soggetti sani, sia in sovrappeso/obesi.

“Oltre alla caseina, le altre proteine presenti nel siero della bevanda agiscono attraverso vari meccanismi, tra i quali si segnala la riduzione dell’appetito e lo stimolo del senso di sazietà.

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Ricordiamo che il dimagramento (inteso come perdita di massa grassa), in particolare a carico della massa adiposa viscerale, rappresenta l’intervento prioritario anche per la prevenzione/ controllo di patologie: dal diabete, alla sindrome metabolica, dalle iperdislipidemie, all’ipertensione, alle cardiovasculopatie spesso correlate/ conseguenti”.

Strata nel suo articolo segnala due studi in particolare: il primo ha evidenziato come, in donne sovrappeso/obese in premenopausa, 4 anni di dieta ipocalorica associata al consumo di latte e derivati, abbiano indotto una particolare diminuzione del tessuto adiposo viscerale e un aumento della massa magra.

Il secondo, condotto su un migliaio di adolescenti sani di 15-16 anni, ha evidenziato come l’assunzione di almeno due porzioni di  questo alimento al giorno (200 ml di latte o 125 g di yogurt o 28 g di formaggio) induca un significativo calo ponderale e una riduzione delle percentuali di massa grassa, oltre che un chiaro effetto protettivo nei confronti dello sviluppo dell’obesità addominale nei maschi.

Leggi anche: Latte in polvere: informazioni e criticità

 

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