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Bere latte in età pediatrica? Si e perché

Dai 3 anni in poi i pediatri consigliano il consumo di latte vaccino, così come riporta la “Nutrition Foundation of Italy” nel documento “Il latte vaccino: ruolo nell’alimentazione umana ed effetti sulla salute”.

In età pediatrica il latte vaccino, grazie all’apporto che riesce a garantire di proteine digeribili e il calcio, è un alimento essenziale in questa fase della crescita.

Le linee guida, ci suggerisce il documento, consigliano due porzioni di latte o yogurt al giorno di 125 ml affinché si riesca a coprire il fabbisogno di calcio per il 50%.

Uno studio è stato condotto in 200 bambini italiani di 8-9 anni ed ha dimostrato come sia efficace promuovere l’assunzione di cibi ricchi di calcio, un dato questo, che ha fatto posizionare il latte alla base della piramide alimentare di un bambino nonché porlo tra gli alimenti da consumare quotidianamente dalla Società Italiana di Pediatria.

Non se ne consiglia l’assunzione, invece, prima dei 12 mesi di età “soprattutto per le criticità nutrizionali riguardanti l’eccesso proteico e il rischio di carenza di ferro. Dopo i 12 mesi, per mantenere l’apporto proteico entro il 15% delle calorie, è opportuno inserirlo con moderazione nella dieta del bambino cercando di non superare i 300 ml circa al giorno”.

Il latte vaccino viene infatti riconosciuto come base di una corretta prima colazione, che a sua volta è un altro fattore determinante della qualità nutrizionale della dieta in età pediatrica, diete prive di latte vanno adottate solo in caso di motivazioni mediche, dopo una specifica diagnosi effettuata dal pediatra.

I risultati dello studio Framingham Children hanno, infatti, osservato come in 99 bambini seguiti a partire dai 6 anni, quelli che avevano assunto quantità minore di latte in età prescolare presentassero un maggiore accumulo di grasso sottocutaneo da adolescenti.

Bene, quindi, escluse allergie e intolleranze, bere un bicchiere di latte vaccino a colazione poiché non apporta nient’altro che benefici.

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