Viaggiare sostenibile

Viaggiare sostenibile, o anche il cosiddetto ecoturismo, si afferma come una priorità degli italiani che, terminate le restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria da Covid – 19, tornano liberamente in viaggio.

Le restrizioni sugli spostamenti causate dalla pandemia che ha coinvolto a livello globale le popolazioni, in Italia ha determinato una contrazione pari al 13% del PIL, azzerando la possibilità di spostarsi.

La pandemia ha cambiato le nostre abitudini igieniche e culturali e ha inciso anche sulla concezione del viaggio.

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EY Future Travel Behaviours rileva, infatti, con la fine della pandemia nuovi interessi e tendenze, tra queste prevale con vigore l’esigenza del viaggiare sostenibile.

viaggiare sostenibile

EY Future Travel Behaviours, è l’osservatorio periodico che rileva su un campione di 1.000 soggetti i trend connessi ai viaggi per vacanza e per lavoro.

“L’obiettivo dell’Osservatorio è far emergere come siano cambiate le abitudini di spostamento degli italiani durante la pandemia, in modo da delineare comportamenti, preferenze e attitudini dei viaggiatori di oggi e di domani”.

E se il 67% del campione nel 2020 non ha prenotato e organizzato nessun viaggio, complessivamente dichiara il desiderio di partire.

Viaggiare sostenibile si traduce nell’attenzione alla salute del Pianeta e delle persone, per cui, secondo i dati analizzati dal sondaggio, il 42% si dice propenso al viaggiare sostenibile perché ha costi ambientali più bassi.

Il dato è riscontrato nelle giovani generazioni, in particolare, si dicono orientati verso il viaggiare sostenibile, i ragazzi d’età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Tra i mezzi di trasporto prediletti per ragioni puramente green c’è il treno, per cui il 61% del campione lo sceglie come mezzo di trasporto.

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Viaggiare sostenibile anche come garanzia di salute personale, per cui si segnala una predilezione per strutture capaci di assicurare norme igieniche, distanziamento, utilizzo dei dispositivi protettivi come le mascherine.

Cambia lo scenario anche per gli spostamenti di lavoro.

Se da un lato la tecnologia ha accorciato le distanze dall’altro però, ha represso la vicinanza fisica, e de il 47% degli italiani dichiara di limitare i viaggi professionali, dall’altro rimane forte il desiderio della presenza e degli incontri lavorativi disconnessi dalle piattaforme di video call.

Secondo i dati raccolti da EY Future Travel Behaviours profondi cambiamenti nelle motivazioni dei viaggiatori, sono stati espressi per turismo o per lavoro.

“Il gruppo più numeroso tra quelli individuati è quello dei Potential Frequent Travelers (18% del campione), che ha intenzione, una volta terminata la pandemia, di aumentare i propri viaggi sia per turismo che per lavoro.

Potential Leisure Travelers (11%), invece, desiderano viaggiare di più per vacanza, ma meno per motivi professionali”.

 

Leggi anche: Turismo responsabile: un viaggio etico.

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