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Lavoro di più in “smart”

Il lavoro in smart working è stato adottato dalla maggioranza delle aziende per evitare il contagio da Coronavirus.

Il lavoro così pensato se da un lato offre i comfort del rimanere a casa, dall’altro, però, sembra essere di una durata maggiore rispetto agli orari stabiliti in ufficio.

Un proseguimento maggiore di lavoro e non di poco, dato che si parla di un carico di ore incrementato almeno del 40%.

Ad affermarlo è una ricerca della società di consulenza Gartner.

La ricerca, pubblicata da USA Today,  determinerebbe come questi lavoratori, definiti ibridi, che lavorano parzialmente o interamente da casa, terminano l’orario di lavoro anche tre ore dopo gli orari d’ufficio.

“Secondo un nuovo studio di Gartner, circa il 40% dei dipendenti ibridi o remoti afferma che le loro giornate lavorative si sono allungate negli ultimi 12 mesi. 

Circa il 67% dei dipendenti intervistati concorda sul fatto che le loro aspettative di lavorare in modo flessibile sono aumentate e il 55% di loro concorda sul fatto che la flessibilità è un fattore che determina se rimangono con i loro datori di lavoro, lo studio mostra.

Il tradizionale 9 – 5 non ha senso oggi perché c’è questo ecosistema in cui lavoriamo tutto il tempo da casa e ci sono più interruzioni che siano lavorative, personali o legate alla famiglia”.

Un carico di la voro maggiore, dunque, e di stress che si accumula, via via.

In altre parole, il lavoro da casa non solo dura di più, spiegano gli esperti, ma fatica a “staccare” 1,27 volte più di chi è in ufficio.

Le giornate di lavoro, così come riporta Usa Today, sono appunto due o tre ore più lunghe rispetto al periodo precedente la pandemia, un arco di tempo ancora maggiore rispetto ai 48,5 minuti in media trovati qualche mese fa da uno studio dell’università di Harvard in 18 città nel mondo.

La giornata lavorativa da casa durante la pandemia di coronavirus non sembra solo più lunga è in realtà è più lunga.

La stessa tecnologia che ci consente di svolgere il nostro lavoro da qualsiasi luogo rende anche molto più difficile allontanarci.

Da quando l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato una pandemia globale un anno fa, molte aziende consentono ai dipendenti di lavorare a distanza e, in alcuni casi, in modo permanente. Schermi, tastiere e mouse per computer sui tavoli della sala da pranzo sono ormai all’ordine del giorno e la videoconferenza è la nuova normalità.

Tuttavia, la comodità di avere quella tecnologia a casa sta creando una giornata lavorativa senza fine per alcuni dipendenti che lottano per decidere quando è il momento di spegnere l’interruttore. 

Uno studio della Harvard Business School su oltre 3 milioni di persone in 16 città in tutto il mondo ha rilevato che la giornata lavorativa media è aumentata di 48,5 minuti durante le prime fasi della pandemia.

 

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