Rischio di annegamento: le regole per i bambini 

Il rischio di annegamento infantile è un tema su cui la SIP (Società italiana di pediatria) si occupa di sensibilizzare con la pubblicazione di un opuscolo che indica le regole fondamentali per prevenire il rischio di annegamento nei bambini.

Con più di 300 casi l’anno nella sola Italia, l’annegamento infantile è una delle principali cause di morbilità e di mortalità accidentale nel mondo, seconda solo agli incidenti stradali.

I più alti tassi di mortalità da annegamento si osservano nei bambini tra il primo ed il quarto anno di vita e nei giovani di 15-19 anni.

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Il rischio di annegamento non riguarda soltanto lo stare in mare aperto, per un bambino piccolo, anche l’acqua di una piscina può rappresentare fonte di difficoltà.

L’arco di tempo in cui è possibile annegare è molto breve e va dai 3 ai 6 minuti, per questa ragione, così come riporta l’opuscolo divulgativo sulle regole da seguire per evitare il rischio di annegamento infantile della SIP, è necessario non lasciare i bambini sia piccoli che grandi, da soli o affidati alle cure di un altro bambino mentre si trovano in vasche da bagno, piscine, terme, vicino a canali di irrigazione o altre acque stagnanti aperte.

rischio di annegamento

Occorre inoltre ricordare che i seggiolini per il bagnetto o gli anelli di supporto non sostituiscono la supervisione di un adulto.

La seconda regola da seguire per evitare il rischio di annegamento infantile è quella di garantire che un adulto faccia da supervisore con abilità natatorie a una distanza di un braccio (supervisione tattile), non distratto o impegnato in altre attività come parlare al telefono, socializzare o occuparsi delle faccende domestiche.

La supervisione deve essere stretta, costante e attenta.

Così come si accennava, il tempo di annegamento è breve, ed è fondamentale poter e saper riconoscere immediatamente un bambino in difficoltà al fine di eseguire in sicurezza un soccorso.

rischio di annegamento

Per soccorrere un bambino in difficoltà in acqua è importante conoscere le tecniche di sicurezza in acqua ed insegnare ai bambini a nuotare, monitorando i progressi.

“Si ricorda ai genitori che acquisire la capacità del nuoto non esenta i bambini dal rischio di annegamento” scrive la SIP.

Ricordiamoci di prestare attenzione ai tuffi in acqua per il rischio di trauma; è importante conoscere la profondità dell’acqua e la posizione dei pericoli sottomarini prima di saltare o tuffarsi.

“Attenzione a un corretto utilizzo di acquascivoli, sempre più diffusi per la felicità di grandi e bambini”.

 

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