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Educare alla salute:fave,mela annurca e percoche

Educare alla salute non significa propriamente investire nelle cure ma in primo luogo prevenire.

Quanto riporta lo studio per la Asl Napoli 2 nord condotto dal  Dott.re Giuseppe Schiano di Cola, parlare di prevenzione in termini di salute pubblica è necessario perché il sistema sanitario risulti efficiente e funzionale al diritto alla salute.

Lo studio parte dalla Promozione di una sana alimentazione che, insieme a fattori di tipo ambientale(inquinamento-smog) incidono notevolmente sullo stato di salute.

Non parliamo di diete dimagranti, perdere peso non equivale a “star bene”, esiste una ricerca effettuata dalla  Kyungpook National University di Daegu nella Corea del Sud che ha riscontrato un rilascio anomalo di sostanze nocive dell’organismo sottoposto a una dieta dimagrante stressante.

La sostanza chiamata “inquinante organico persistente” o Pop, fa parte della catena alimentare ed è provocata da pesticidi e sistemi di produzione, sostanza che incide anche sull’insorgenza di diabete e demenza senile.

Queste sostanze, i Pop, vengono accumulate nei tessuti adiposi dove non provocano danni, dimagrendo però questi Pop vengono liberati nel sangue.

Educare alla salute significa anche Alimentarsi, allora, in modo equilibrato cercando di evitare una continua necessità di perdita di peso e partendo dai prodotti locali.

Il carciofo di Procida, la Percoca puteolana, legumi come la Chichierchia, i fagioli di Villaricca, le fave di Miliscola, la ciliegia della Recca, la Melannurca campana, sono alcuni tra gli innumerevoli prodotti che assicurano un fabbisogno energetico adeguato, con alti valori nutritivi, di facile accesso da inserire in una dieta alimentare calibrata a basso contenuto di grassi e  zuccheri, prima fra tutte citiamo la Dieta Mediterranea, ricca di fibre e frutta capace di prevenire ad esempio l’ infarto .

Mangiare a Km0 non è una moda ma una necessità per salvaguardare l’ambiente e i prodotti da pesticidi che ne impediscano il naturale deperimento. La stessa Coldiretti ha dato il via a una serie di iniziative che permettano all’acquirente di evitare prodotti che costano troppo in termini di ambiente e salute.

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