Dieta oloproteica: dimagrire per carestia

La dieta oloproteica (liposuzione alimentare) o Keto Diet è una terapia alimentare nata per contrastare l’epilessia farmaco resistente nel bambino.

Utilizzata, poi, come metodo dimagrante “temporaneo”, prevede, in molti casi, l’assunzione di integratori alimentari i cui costi si aggirano intorno ai 160 euro.

La tecnologia alimentare ci ricorda che “la materia prima” di questi integratori è il latte e potrebbe prevedere un costo a partire dai 60 centesimi a litro.

La dieta oloproteica risulta indicata per affrontare specifiche patologie come l’epilessia farmaco resistente, ad esempio, e prevede una prescrizione specifica del medico.

Parliamo di uno schema alimentare ricco di grassi e povero di carboidrati, situazione che produce chetoni – risultato della scomposizione dei grassi nel fegato – da utilizzare come energia.

Si assumono, in questa dieta, il 75% di grassi condizione, questa, che squilibra, e non di poco, le condizioni salutari dell’organismo.

Alcuni chiarimenti in merito sono reperibili sulla rivista Insider qui il link: https://www.insider.com/myths-about-keto-2018-6.

Uno studio condotto e pubblicato da Nutrition Foundation of Italy (http://www.nutrition-foundation.it/notizie/Ridurre-i-grassi-piuttosto-che-i-carboidrati–nellambito-di-una-dieta-ipocalorica-bilanciata–non-ha-un-impatto-significativo-sul-calo-ponderale.aspx) dimostra come  nei programmi finalizzati al calo ponderale, una dieta ipocalorica a basso contenuto di grassi permette di ottenere risultati sovrapponibili a quelli di una dieta a ridotto apporto di carboidrati. Vale a dire che non è l’assunzione di tanti grassi a contribuire alla perdita del peso.

Non che la dieta oloproteica sia dannosa di per sé, ma è lo squilibrio alimentare che genera una serie di svantaggi dannosi, quali la diminuzione della densità minerale ossea, calcoli renali e carenza di vitamine e minerali.

Importante anche eseguire un sostanziale distinguo tra chetosi e chetoacidosi.

La chetosi è il processo metabolico di utilizzo dei grassi come fonte primaria di energia al posto dei carboidrati.

La chetoacidosi, invece, è una complicanza potenzialmente fatale, che si verifica in presenza di livelli pericolosamente alti di chetoni e zucchero nel sangue, vale a dire che ciascun individuo in condizione di digiuno può avere una chetosi come meccanismo di compenso passeggero, mentre la chetoacidosi è una situazione molto più grave, che implica un trattamento urgente.

La dieta oloproteica prevede un’assunzione di carboidrati pari al 5% e un apporto proteico del 20%, oltre ai grassi assunti per il 75% come detto in precedenza.

Seppur non definibile una dieta iperproteica classica, l’assenza di legumi e vitamine e lo scarso apporto di carboidrati fa percepire al corpo una sorta di carestia che potrebbe degenerare in successive abbuffate e un conseguente aumento del peso.

 

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